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08 Settembre 2017, Lorenzo Ciofani
Venezia Classici 2017: “La donna scimmia”
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Festival
La nuova versione accoglie i tre finali girati da Ferreri: uno luttuoso, un altro inquietante che completa il precedente e un altro ancora conciliante. In Italia il film uscì con quest’ultima coda, imposta da Carlo Ponti inorridito al cospetto di un epilogo immorale e sconvolgente (il secondo). Eppure, prendendola da un altro verso, si potrebbe dire che dobbiamo a Ponti, produttore tanto bigotto quanto scaltro, questa insolita terna. Quasi che dovremmo ringraziarlo perché ci permette di isolare tre temi che abitano i vari finali rivelando la complessità del cinema di Ferreri (e di Rafael Azcona, suo indispensabile sodale).