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“Steve” dal respiro dickensiano
Il cineasta Tim Mielants si conferma attento a tematiche dal respiro dickensiano (infanzia e socialità deviate, narrazioni con un potente e umbratile afflato umanistico) e a immagini dai riflessi opachi, finemente claustrofobiche e di rilievo chiaroscurale, dettate dall’ambiguità dei personaggi in campo. Lo schermo che mostra/nasconde il disagio si trasforma in trasparenza che ri-specchia la (possibile) gioia di un vertiginoso futuro che sfugge
“Piccole cose come queste” tra oscurità e penombre
Piccole cose come queste non accompagna per mano lo spettatore in una esaustiva rappresentazione dello scenario storico, non illustra punto a punto tutto ciò che ora si sa in merito, ma procede per ellissi e non detti, lascia trapelare elementi slegati, mette dubbi e li lascia macerare pian piano, ponendo lo spettatore nei panni di Bill e di chiunque di trovasse allora ad osservare la situazione dall’esterno.