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“Sirat” speciale II – Estasi nel deserto

Il deserto del film, oltre a possedere una temporalità qualitativa piuttosto che quantitativa, assume connotati apparentemente ambigui, dove la corporeità più estrema convive con l’astrazione e il simbolismo più assoluto. Sono due polarità che, se sganciate l’una dall’altra, perderebbero il significato e l’impatto teofanico che invece presentano nel film. Così la natura estrema e la fatica che i protagonisti devono affrontare non sono indifferenti, ma piuttosto espressione di una volontà extraumana che li mette alla prova nella loro interiorità più recondita.

“Sirat” speciale I – Feroce e fatalista

Sarebbe decisamente riduttivo confinare Sirat di Oliver Laxe a un road movie. Anche se procede geograficamente per traiettoria orizzontale, ben presto il viaggio di un padre alla ricerca della figlia scomparsa in un rave in Marocco ricalcola il suo itinerario come un’avventura mistica e fatalista sul desiderio umano di conquista e dominio, affondando in verticale negli abissi dell’ingenua tracotanza di chi pensa di poter leggere e capire l’immensità del paesaggio che lo circonda.

“Sirat” feroce e fatalista

Sarebbe decisamente riduttivo confinare Sirat di Oliver Laxe a un road movie. Anche se procede geograficamente per traiettoria orizzontale, ben presto il viaggio di un padre alla ricerca della figlia scomparsa in un rave in Marocco ricalcola il suo itinerario come un’avventura mistica e fatalista sul desiderio umano di conquista e dominio, affondando in verticale negli abissi dell’ingenua tracotanza di chi pensa di poter leggere e capire l’immensità del paesaggio che lo circonda.