Archivio
“Cime tempestose” speciale III – Il corpo indispensabile
Con questo Cime Tempestose assistiamo al divampare della passione, alla messa in evidenza di corpi turgidi, bagnati, frementi, divoranti e divorati dal desiderio. Elementi che se risultavano funzionali nei precedenti film della regista e in particolare in Saltburn, qui paiono invece fini a se stessi o addirittura di impedimento alla trama (alla fine del film, dopo una parentesi di amore felice e consumato, non si capisce nemmeno bene cosa porti Catherine alla pazzia e al letto di morte).
“Cime tempestose” speciale II – La casa di bambola di Emerald Fennell
Heathcliff è il byronic hero per eccellenza. Come i vampiri e i “mostri” della letteratura ottocentesca, egli rappresentava lo straniero, il diverso, l’emarginato, l’altro da noi, un’anomalia che si insinua nella struttura sociale e ne sconvolge gli equilibri; non la banalità pubescente di un “amore tossico”, ma l’incarnazione di un desiderio la cui negazione e repressione non possono che trasformarlo in furia violenta, fino alla morte. Di tutto questo, in Cime Tempestose di Emerald Fennel non sembrano esserci nemmeno i fantasmi.
“Cime tempestose” speciale I – Tra Eros e Thanatos
Desiderio e inquietudine, paura e attrazione, vita e morte. Questa lettura contemporanea trasforma il mito di Heathcliff e Catherine in una riflessione accesa sul potere sadico e salvifico dell’amore. Il loro legame, pur radicalmente modificato rispetto al romanzo, diventa specchio delle pulsioni più profonde: passione e rabbia coesistono, modellando identità e destino. In questo equilibrio fragile tra eros e thanatos, il film suggerisce che non c’è salvezza per chi non può salvarsi da solo.