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“40 secondi” di buio nella luce di Willy
Quando un caso di cronaca diventa mediale si inizia a parlare di tutto, ma, ingiustamente, si parla soprattutto dei carnefici. Lo stesso è stato per questo omicidio, infatti quasi tutti sanno che i fratelli Bianchi facevano MMA, ma di Willy si conosce poco. 40 secondi, l’ultimo film di Vincenzo Alfieri, presentato a Visioni Italiane, cerca di sottrarsi a questo circolo vizioso. Sceglie di raccontare la giornata del 6 settembre 2020 affrontando ogni personaggio coinvolto, uno alla volta.
“L’era d’oro” nella capsula del tempo di tre donne
La prima immagine di vita che abbiamo ne L’era d’oro è Lucy nella vasca da bagno, una scena intima, come tutto quello che stiamo per vedere. Lo spettatore ha il privilegio di assistere a un momento privatissimo: la nascita di una bimba. Ci facciamo occhio invisibile e discreto per infiltrarci nella vita di tre donne, le stesse tre donne con cui la regista, Camilla Iannetti, aveva girato il suo mediometraggio Uno due tre (2017). La documentarista realizza questo ideale seguito, suo primo lungometraggio.
“Diva” e il melodramma stupendo
Diva ha un intreccio ingarbugliato e improbabile che abbarbica nel polar e che viene usato come scusa per parlare di proprietà intellettuale, tema spesso affrontato dal regista. Per lui doveva poter esistere un cinema puro che sopravvive nonostante le leggi di mercato facendosi portavoce per difendere la libertà assoluta dell’artista. Il film racconta infatti di una cantante che non vuole registrare la sua voce perché deve nascere per il pubblico e rimanere passeggera, riflessione quasi ironica dato che il cinema è per sua natura una riproduzione.