Sotto le stelle di Piazza Maggiore non assistiamo solo al cinema ma anche ad uno spettacolo di musica messicana che si conclude con Malaguena Salerosa, per la prima volta suonata nel film Enamorada e poi ripresa da Tarantino in Kill Bill Vol.2. Grazie alla sezione “Ritrovati e Restaurati” del Festival del Cinema Ritrovato, la curiosità degli spettatori viene stimolata e messa in gioco attraverso uno dei film cult del cinema messicano. Enamorada ritorna alla luce grazie al restauro della UCLA Film & Television Archive e al World Cinema Project, con il contributo di Martin Scorsese e Olivia Harrison, presenti alla serata. La figura di Emilio Fernandez, il regista, si erge come quella della statuetta degli Oscar (pare che egli abbia posato come modello per la sua progettazione): un militante della rivoluzione messicana che evase dal carcere e si rifugiò in America, dove scoprì il cinema. Un cinema che nasce dall’esperienza della violenza e che sfocia in un estatico elogio all’amore.

“Generale, lei non è mai stato innamorato in vita sua? “.

“No”.

“Perché quando uno è innamorato di una persona, ama anche tutto ciò che lo circonda”.

L’incontro-scontro tra due personaggi di sesso opposto, di provenienza sociale opposta e di ideali opposti: il generale rivoluzionario Jose Juan Reyes, e la ricca controrivoluzionaria Beatriz. Questa pellicola ci offre sia gli echi del romanzo di formazione, sia la commedia che il dramma d’amore in scene molto intime, come quella all’interno della chiesa in cui, senza veli, Reyes dichiara il suo amore a Beatriz. Uomini che non sembrano uomini, tra preti e padri impotenti, e una donna che in preda alla rabbia dichiara di voler essere un uomo per opporsi con violenza al suo spasimante. E infine l’amore vince grazie alla mediazione della chiesa (luogo chiave per la conversione del generale e l’incontro tra i due amanti) in un piano sequenza particolarmente toccante in cui vediamo per la prima volta Beatriz in una posizione contemplativa nei confronti di Reyes, che a testa alta cavalca il suo cavallo. Così dagli spari e dalla polvere della prima scena, ci distendiamo in un finale che è un tributo all’amore che unisce nobili con umili, rivoluzionari e conservatori.