“Farewell, Amanda / Adios, addio, adieu /Farewell, Amanda /It all was great fun but it′s done, it's through” questa canzone di Cole Porter per il film La costola di Adamo di George Cukor. David Wayne, che la canta, interpreta Kip un musicista amico di casa Bonner che è follemente innamorato di Amanda (Katharine Hepburn), ma lei non ha occhi che per suo marito Adam (Spencer Tracy).

La coppia felice inizia a vivere parallelamente quando Adam, viceprocuratore distrettuale, viene incaricato di seguire il caso contro Doris Attinger (Judy Holliday), una donna che ha tentato di uccidere il marito dopo averlo sorpreso con l’amante. Amanda, avvocata brillante e da sempre attenta alla questione della parità di genere, decide di prendere le difese di Doris, convinta che la legge debba essere davvero uguale per tutti. La sua difesa si fonda su un principio preciso: uomini e donne non devono essere giudicati secondo pregiudizi morali o stereotipi di genere.

Da quel momento in poi, il caos si insinua nella loro routine domestica e George Cukor lo mette in scena con maestria. La narrazione si articola in una scansione ritmica e ordinata; mattine e sere idilliache nell’appartamento, pomeriggi di fuoco in tribunale. Dietro a quest’ordine formale, si nasconde però una crescente tensione ideologica che trasforma anche l’ambiente domestico in un campo di battaglia. Da un certo momento in poi nessun gesto e parola sono accettati, tutto diventa oggetto di contesa.

In una sequenza memorabile, Amanda e Adam si stanno massaggiando a vicenda in una sorta di giornata spa casalinga. L’atmosfera si incrina quando Adam, ferito nell’orgoglio per essere stato messo in ombra dalla moglie durante il processo e incapace di reagire in aula, coglie l’occasione per darle una violenta sberla sul sedere. Amanda non solo rifiuta con fermezza il gesto, ma risponde con decisione, sferrando un preciso calcio al ginocchio. Ecco il punto di rottura tra i due, infatti, da quel momento non riescono più a tollerarsi, fino allo sfogo finale di Adam: “I want a wife, not a competitor!”.

Adam si credeva un uomo all’avanguardia, convinto di sostenere le donne, in particolare sua moglie, nel loro percorso verso l’uguaglianza. Tuttavia, quando Amanda esce dal suo controllo e dai confini da lui tracciati, affermandosi come avvocata brillante e innovativa, qualcosa si incrina. In lui affiorano sentimenti di rivalità, di fastidio, persino di disprezzo, che maschera come mancanza di stima.

Proprio in questo punto La costola di Adamo di George Cukor tocca il cuore pulsante del discorso femminista. L’uguaglianza reale fa vacillare anche gli uomini più progressisti, perché mette in discussione i fondamenti stessi del potere e della relazione di coppia. Amanda non vuole primeggiare, ma semplicemente esistere alla pari, e questo, per Adam, è forse troppo.