In Viaggio nella Luna (1902) la scena del razzo a forma di proiettile lanciato nel cielo è una delle immagini più iconiche della storia del cinema e Georges Méliès, che si ispirò ai testi di Jules Verne e H. G. Wells per raccontare la progettazione e il lancio della prima missione spaziale cinematografica, divenne di fatto il precursore del genere sci-fi.
Il regista finlandese Juho Kuosmanen, vincitore a Cannes 2021 del Gran Prix Speciale della Giuria con il film Scompartimento n.6, gli rende un omaggio in Un lontano pianeta (2023) terzo episodio di Silent Trilogy una creatura bizzarra e poetica di cui avevamo senz’altro bisogno, presentata al Festival del Cinema Ritrovato 2024, e di recente distribuita nelle sale italiane dalla Cineteca di Bologna col meritorio intento di raggiungere un pubblico più vasto.
La trilogia, composta da tre cortometraggi in bianco e nero realizzati in un lungo arco temporale, chiaramente ispirata all’estetica dei film muti dotati delle classiche didascalie, è impreziosita dalla sonorizzazione del rumorista Heikki Kossi e attinge alla magia del cinema delle origini per restituirci una visione nuova, inaspettata, necessaria per scoprire nuovi territori nella estetica contemporanea.
L’idea che ha guidato il regista, appassionato di rumori dal vivo, è stato il desiderio di creare qualcosa di magico sperimentando come oggetti diversi producano sonorità che, insieme alle immagini, riescano a creare significati completamente nuovi in un viaggio ai confini della sinestesia. Il progetto, realizzato da Kuosmanen con giocosa libertà d’azione e con un piccolo budget, è inizialmente nato come una "live performance" con la colonna sonora eseguita dal vivo dagli stessi musicisti che l'hanno poi registrata e che appaiono anche nel film.
Il primo cortometraggio di 27 minuti, girato con una cinepresa Bolex 16 mm è Rottame-Mattila e la donna bellissima (2012) è ispirato ad un uomo solitario che viveva (realmente) col suo cane nel paese d’origine di Kuosmanen; dopo aver perso la casa, decide di vendere i pochi beni rimasti e di trasferirsi altrove ma incontrerà sul suo cammino la gentilezza e la compassione di un altro essere umano.
I distillatori (16 minuti), secondo episodio, è un ipotetico remake del primo film muto finlandese del 1907 andato irrimediabilmente perduto, commissionato al regista dalla Cineteca finlandese e filologicamente ricostruito tramite fonti cartacee coeve al film originario. È realizzato in genere slapstick enfatizzando azioni esagerate, al limite del surreale, con un effetto irrimediabilmente comico dei due protagonisti distillatori abusivi e del villain di turno che cerca di derubarli.
L’ultimo episodio, il già citato Un lontano pianeta (17 minuti) è un delizioso cortometraggio che ha come protagonista la strepitosa Jaana Paananen che intrepreta Marlanda, la guardiana di un faro custodito insieme al fratello Maximilien.
Juho Kuosmanen ci conduce per mano attraverso una esilarante avventura spaziale in “una storia sulla fine del mondo e sugli straordinari tentativi di sopravvivervi” con delicatezza e con la gioia di un lieto fine veramente riuscito, recuperando dalla storia del cinema i mezzi per lanciare un linguaggio (e un messaggio etico) nuovo.