Venezia, insieme a Parigi, è nota come una fra le città più romantiche al mondo. Venezia, esattamente come Parigi (ma anche Barcellona, Roma, e qualunque altra grande città europea) è meta del turismo forsennato e delle orde di americani che storpiano la lingua locale, alimentano l’aumento dei prezzi d’affitto, implementano la vendita di prodotti (non)tipici e trasformano le aree urbane in parchi divertimento a cui viene interdetto l’accesso ai residenti.
Pur trattandosi di una commedia romantica del 1955, Summertime enfatizza la problematizzazione del turismo di massa, discorso che risulta più che mai attuale a settant’anni dall’uscita del film.
Al di là di queste riflessioni di tipo sociale e sicuramente molto contemporanee, l’opera di David Lean è innanzitutto un film sull’amore – amore nei confronti della Laguna, verso una sfavillante interprete quale è Katharine Hepburn e verso l’idea dell’amore stesso.
Una turista americana, rassegnata all’idea di non trovare l’anima gemella, vaga per le calli di Venezia fino al magico incontro con il proprietario di un negozio di antiquariato, in un caffè di Piazza San Marco; quello che Jane, la protagonista, ritrova e manifesta non è comunque semplice romanticismo, ma anche e soprattutto amore per sé stessa, i propri valori e la propria indipendenza.
Traspare un forte desiderio di autodeterminazione, ogni personaggio – protagonista o secondario – manifesta la volontà di decidere il proprio presente, sia che si tratti semplicemente di violare un itinerario di viaggio oppure di lasciarsi travolgere dal fascino di un uomo sposato.
Katharine Hepburn è il simbolo di tutto ciò, sul grande schermo e fuori dal set. Ogni gesto, battuta o perfino espressione facciale dell’attrice genera immenso magnetismo; il suo talento è poi sicuramente amplificato dal modo in cui Lean ha deciso di inquadrarla, così che ogni frammento del film restituisce la gioia che il regista ha provato nel lavorare con la star hollywoodiana.
Il restauro dell’opera in Technicolor non fa altro che restituire la grandezza di questa stella del cinema, della città di Venezia e del regista britannico.
Summertime è il sogno di un’estate e di una vita. E Katharine Hepburn è colei che ci ricorda che è giusto sognare, vivere, cambiare idea, sperimentare e godere di ogni “segnale” che arriva dall’universo.