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“Tempo d’estate” speciale III – Le conseguenze dell’amore

Lo scontro tra la cultura italiana e americana, seppur colmo di stereotipi, è volutamente portato all’esasperazione, per mettere a confronto un certo tipo di libertà con un conservatorismo paralizzante. David Lean, da grande cineasta, utilizza il luogo non tanto con intenti realistici, ma come paesaggio emotivo. L’Italia – Venezia in particolare – diventa lo scenario in cui è possibile vivere le proprie passioni, a condizione che ci sia il coraggio per farlo.

“Tempo d’estate” speciale II – Sogno di un’estate veneziana

L’opera di David Lean è innanzitutto un film sull’amore – amore nei confronti della Laguna, verso una sfavillante interprete quale è Katharine Hepburn e verso l’idea dell’amore stesso. Il restauro non fa altro che restituire la grandezza di questa stella del cinema, della città di Venezia e del regista britannico. Summertime è il sogno di un’estate e di una vita. E Katharine Hepburn è colei che ci ricorda che è giusto sognare, vivere, cambiare idea, sperimentare e godere di ogni “segnale” che arriva dall’universo.

“Tempo d’estate” speciale I – Dopo la favola

Venezia e il turismo hanno una lunga storia d’amore e odio. Dagli anni Cinquanta molte cose sono cambiate, ma non l’approccio né le sensazioni che la città, questo “parco giochi sull’acqua”, come viene definita in Tempo d’estate, continua a trasmettere a molti visitatori. Come spiega un uomo sul treno a Katharine Hepburn, Venezia o la si odia per il suo silenzio o la si ama per il suo rumore, ma la maggior parte della gente la trova semplicemente bellissima. Così accade anche ai personaggi del film, dove la regia marcata di David Lean sembra voler smontare e rimontare Venezia per restituirla allo spettatore attraverso lo sguardo del turista.