Terzo lungometraggio del regista statunitense, Daunbailò rispecchia tutti gli elementi cardine del cinema Jim Jarmusch, introdotti timidamente in Permanent Vacation e che poi andranno sempre più a confermarsi, definendo una cifra stilistica ben precisa: rappresentazione di soggetti ai margini; disillusione nei confronti del sogno americano; personaggi in viaggio, in una fuga perenne non solo dalla legge, ma anche e soprattutto da loro stessi; inquadrature statiche.

Roberto, Zack e Jack condividono la stessa cella in carcere. Il loro piano di fuga ha successo, ma è mentre vagano alla ricerca di cibo e un luogo dove ripararsi e nascondersi che emergono i primi contrasti. Down by Law racconta i rapporti che nascono tra questi individui così diversi (ma forse neanche troppo) alla ricerca di un lieto fine… come in un libro per bambini.

Il film vede la partecipazione di Nicoletta Braschi, moglie di Benigni (il Roberto di questa storia), che sarà presente anche nel successivo Mistery Train. Nel cinema di Jarmusch si ripetono spesso gli stessi attori, in ruoli non necessariamente simili, ma che comunque lasciano percepire un senso di continuità fra i vari film.

L’attenzione rivolta verso la colonna sonora e il coinvolgimento di un cantautore del calibro di Tom Waits nel cast è sicuramente sintomo dell'esperienza musicale dello stesso Jarmusch. Militante in alcune band new wave dallo scarso successo, il regista è da sempre legato alla scena punk newyorkese e alla sfera del CBGB, la dimensione musicale gioca evidentemente un ruolo centrale nelle sue opere – dimensione che assume un ruolo quasi da protagonista nei recenti Solo gli amanti sopravvivono e I morti non muoiono.

Nonostante in questo film Jarmusch non sia autore della colonna sonora come nei film in cui è stata utilizzata la musica degli Sqürl, già in quest’opera si percepisce la volontà di riservare uno spazio particolare alla musica. Dopo l’esordio a Cannes con Stranger Than Paradise, Daunbailò riconferma Jarmusch come un autore dal grande carisma e un’artisticità ben definita.

E le opere successive non fanno che accrescerne la fama e sancirne il talento, affermando il regista come grande osservatore degli outsider – che si tratti di un assassino, un delinquente di bassa lega, o perfino di un vampiro.