Negli stessi anni in cui Barbara Stanwyck e Frank Capra iniziavano il loro sodalizio artistico, l’attrice girò sempre cinque film con un altro regista, William A. Wellman, di cui L’angelo bianco (Night Nurse, 1931) è il primo ed è considerato il più riuscito. Mentre i primi quattro film con Capra furono finanziati dalla Columbia, L’angelo bianco venne prodotto dalla Warner Bros., evidenziando, fin dagli esordi della carriera, la volontà di Barbara Stanwyck di non legarsi ad una particolare casa di produzione.
Il film di Wellman è caratterizzato, in parte, da quello stile di “melodramma sociale” che andava formandosi alla Warner in quegli anni, con particolare attenzione alla condizione di personaggi provenienti dalla classe operaia e dal mondo criminale. Allo stesso tempo, venne pubblicizzato come “le mille e una notte di un’infermiera”, promettendo avventura, intrighi e complicazioni sentimentali combinate allo studio sociale della vita delle donne lavoratrici. Il Codice Hays di autocensura cinematografica era già stato approvato al tempo delle riprese del film, ma non veniva ancora applicato. Per questo, L’angelo bianco fa espliciti riferimenti a sesso, droga, contrabbando di alcolici, violenza contro minori che saranno impossibili dopo solo qualche anno.
Lora Hart (Stanwyck), il cui cognome si pronuncia come “cuore”, è una ragazza determinata a intraprendere la carriera di infermiera anche se non ha terminato il necessario percorso di studi. Più che la sua determinazione, tuttavia, gioca a suo favore il suo sex-appeal che convince un medico ad assumerla. Lora e la sua collega Maloney (Joan Blondell) sono oggetto del desiderio dei medici, anziani e specializzandi, ma il film ne mostra la complicità, che il biografo Dan Callahan arriva a definire come “evocativo di un delizioso lesbismo” (“suggestively dyke-alicious”), e l’abilità nel respingerli. Altri personaggi interpretati dalla star e la sua stessa immagine divistica sono stati discussi nel contesto di un potenziale lesbismo.
Se la prima parte ha quasi un piglio documentaristico sulla vita delle giovani infermiere con tanto scena che riprende il giuramento di fedeltà delle ragazze ai principi di Florence Nightingale, la seconda parte di L’angelo bianco costruisce un’immagine di Stanwyck come donna lavoratrice sempre più energica nella sua difesa dei più deboli. La trama vira decisamente verso il giallo, anche se con inserti rosa per la comparsa di un interesse romantico per Lora, il simpatico contrabbandiere Mortie (Ben Lyon).
Passata alla professione privata, l’infermiera si troverà, infatti, al centro di un intrigo ordito dal perfido autista Nick (un Clark Gable quasi irriconoscibile) per entrare in possesso dell’eredità delle due piccole bambine della famiglia dove lavora. Qui l’immagine di Stanwyck diventa quella della donna che deve lavorare non solo per guadagnarsi da vivere onestamente, ma anche per far vivere onestamente gli altri e tutelare i più deboli dai criminali.
In questo passaggio, il film inizia a proporre anche un ruolo materno per Barbara Stanwyck, ruolo che verrà ripreso e problematizzato da molte altre interpretazioni della diva, come, per limitarci a due casi, Amore sublime (Stella Dallas, 1937) di King Vidor e Desiderio di donna (All I desire, 1953) di Sirk. Se in questo primo film di Wellman la maternità non sembra in contrasto con l’indipendenza lavorativa di Lora, in quanto angelo bianco al servizio dei più indifesi, i personaggi che Stanwyck si troverà ad interpretare nel corso della sua carriera dovranno sempre di più scegliere tra maternità e lavoro, termini che diventeranno sempre più irriconciliabili, forse anche data la dura battaglia legale per la custodia del figlio adottivo Dion tra l’attrice e il suo primo marito Frank Fay.
La stessa definizione di Lora come angelo bianco non è perfettamente corrispondente alla effettiva caratterizzazione del personaggio, spesso aggressivo, seppur per le giuste ragioni, e non certo adatto al ruolo di “angelo del focolare domestico” mentre sfreccia per lo spazio urbano a bordo della macchina del (riformato) contrabbandiere Mortie.