Alessandro Guatti
“Drunken Noodles” tra intimità e desiderio
Ispirandosi alle opere e alla vita dell’artista Sal Salandra, Lucio Castro torna dietro la macchina da presa per dirigere Drunken Noodles, dramma queer che segue il giovane Adnan (Laith Khalifeh) nei suoi incontri sentimentali e sessuali per parlare, sotto la superficie, della solitudine dell’uomo e del contrasto che alberga in noi tra la paura dell’intimità e il desiderio che spinge a ricercarla.
“La danse des renards” e il ring della vita
È chiaro il progetto di Valery Carnoy alla base del suo Danse des renards: prendere a pretesto l’incidente, la ferita (e quindi un’alterazione del corpo) per raccontare la fragilità fisica ed emotiva dell’adolescenza. Il regista belga cuce la sua storia addosso al biondo Samuel Kircher, la cui presente ma non eccessiva prestanza fisica è il giusto contraltare alla malinconia che alberga nei suoi occhi azzurri. E sebbene l’opera sia molto movimentata, a colpire lo spettatore sono i momenti in cui ci viene restituito lo sguardo del protagonista.