“Un anno di scuola” e la leggenda dell’amica femmina

Non c’è alcun sentimentalismo forzato o eccesso stilistico nella regia di Samani, sempre vicina ai volti dei personaggi, attenta a ogni sguardo, espressione o reazione e pronta a inseguirli con lunghe carrellate, che stiano correndo verso qualcuno, fuggendo da qualcosa o incamminandosi verso la prossima meta, quasi mai fermi e sempre accompagnati da una colonna sonora puntualissima, composta per intero da brani di band friulane.