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“Cyrano” e il musical cavalleresco
Il Cyrano di Wright funziona perché il regista capisce a fondo il sentimento del racconto originale, e lo traspone con un senso dello spettacolo coerente con la propria visione. Quando alla sceneggiatura manca la parola, la musica sopperisce; quando anche l’orchestrazione si fa piatta, ecco che l’intrattenimento gentile di Wright la risolleva. Il suo ultimo film lo proclama come uno degli artigiani più onestamente romantici del settore: Cyrano canta la propria teatrale verità in forma di artificio cinematografico, leggero e garbatissimo, in uno spettacolo delizioso a cui sarebbe un peccato non prestare cuore e orecchie.
“La donna alla finestra” e la realtà dell’immagine
In La donna alla finestra le immagini del passato, di quei film noir di cui è appassionata e che risultano bloccate, disgregate dall’apparecchio televisivo o dal manto onirico, vengono affiancate a quelle della contemporaneità, sugli schermi del cellulare, primo oggetto che Anna ricerca d’impulso ad ogni risveglio, del computer e della macchina fotografica. Ed è proprio quando riesce a cogliere il collegamento alla realtà nell’immagine, ricordandosi di una foto che aveva scattato, che Anna riesce a ritrovarsi e a uscire dall’oscuro abisso in cui era relegata.