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“Fino alle montagne” come favola di sopravvivenza

Fino alle montagne è un’opera che non è propriamente una boccata d’ossigeno, perché il romanticismo naturalistico rimane una cornice pittoresca che nasconde insidie e spinge l’essere umano fino al suo limite, oltre il quale rimane comunque un acceso disincanto: la crisi climatica irreparabile, la congestione umana della città ormai connaturata alla vita sociale, il capitalismo che misura anche le emozioni.

“Antigone” tra classicità, etnia e postmodernità

Premiato con sei Canadian Screen Awards, tra cui miglior film, sceneggiatura, attrice, e un successo di critica internazionale, questa nuova versione di Antigone parte da una vicenda della nostra contemporaneità che non ha tanto a che fare con conflitti di classe o di ideologia, come nei precedenti adattamenti della tragedia, quanto con conflitti etnici che stanno lentamente ma con decisione prendendone il posto nella società contemporanea. Esteticamente, il film è una riflessione su come adattare le tragedie della classicità alla nostra postmodernità, logica culturale del tardo capitalismo, fatta di una moltitudine di narrazioni e di significati.