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“Wolfs” e il potere dell’alchimia
Vecchie glorie dei bei tempi andati? No, solamente vecchi. In tal senso, l’omaggio ai corpi di Clooney e Pitt è forse quanto di più semplice, elementare e sbagliato ci sia all’interno del film (siamo ancora fermi ai dolori alla schiena o agli occhiali da vista per proporre l’autoironia incentrata sulla decadenza fisica?), ma proprio per questo riuscito, poiché in grado di mostrare il fianco alla componente più umana e genuina che Watts vuole esaltare.
“Spider-Man: No Way Home” e il volteggio del blockbuster
Il merito di Jon Watts è riuscire a tenere in piedi in modo credibile un progetto che rischiava di essere fagocitato dalla sua stessa epicità. L’ennesimo sguardo sul mastodontico universo Marvel, certo, ma anche l’uso tutto sommato calibrato di un cast formidabile. E poco importa che i cattivi sotto l’egida della Disney continuino a non essere poi così cattivi (c’è speranza per tutti, come da copione): il pretesto è quello di offrire a uno dei protagonisti del Marvel Cinematic Universe le origini che gli sono state negate. Con un volteggio più libero e personale sul futuro, nella speranza che questa preziosa opportunità venga colta.