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Speciale “La città si difende” – Il noir all’italiana
Pur ricevendo il Premio per il miglior film italiano alla dodicesima edizione della Mostra del cinema di Venezia, La città si difende non fu generalmente apprezzato dalla critica italiana né nella cornice veneziana né all’uscita nelle sale. Queste valutazioni hanno contribuito al progressivo oblio a cui il film è stato consegnato, oscurando così anche quella rielaborazione di un immaginario noir attraverso modelli nazionali che il cinema italiano inizia a compiere fin dai primi anni Cinquanta .
Speciale “La città si difende” – La tensione poliziesca nel melodramma sociale
La città si difende è un ottimo esempio di noir/mélo alla Germi, in cui affiorano prepotentemente i lasciti neorealisti (fame, miseria, arte d’arrangiarsi) sottolineati dalle riprese per le strade periferiche, sui tram e nelle trattorie, luoghi in cui si respira l’odore di povertà del secondo dopoguerra. Germi non si limita certamente a rimaneggiare i luoghi comuni tematici ed estetici della tramontante corrente neorealista, ma vi inserisce elementi da poliziesco americano come la secchezza narrativa tipica del gangster movie e un’illuminazione a tratti chiaroscurale.