Archivio
“Here” speciale III – Il rapporto con lo spazio e con il tempo
Il film sembra invitarci a spostarci da “qui”, uscire di casa, consapevoli che la nostra conoscenza non è che una traccia di quanto ci resta da scoprire. In relazione al cinema la sperimentazione potrebbe essere vista allora come un primo tentativo e se non possiamo ancora definirlo un passo avanti, Zemeckis sta certamente puntando il dito fuori dalla porta. In fondo, c’è un’unica direzione in cui stiamo andando.
“Here” speciale II – Tra filosofia e sperimentalismo
Robert Zemeckis dialoga con Heidegger, attualizzandolo attraverso una poetica visionaria dello spazio chiuso e del tempo ontologico, in cui la dimensione della storia individuale e di quella collettiva si stringono in un’anarchica stratificazione estetica e narrativa. Tutte queste finestre cronologiche che si aprono e si chiudono – monoliti di diversa forma che schiudono momenti di raccoglimento familiare – raccontano promesse e sogni infranti, circonfusi da una malinconia lunare
“Here” speciale I – Il quadro che si materializza
Zemeckis privilegia la messa in scena su una prospettiva a fuoco centrale coordinando creativamente gli elementi del profilmico, proprio per dare una visione completa dell’ambiente: scenografia, arredi, illuminazione, costumi, entrate in scena e uscite di campo degli attori. Ciò che conta in Here è il potere visivo delle singole inquadrature, che sono sostanzialmente “autarchiche” e sintetizzano i diversi punti di vista in una sola composizione.