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“La voce di Hind Rajab” speciale II – Oltre il velo che ci separa dalla morte
Ci sono film il cui valore non è quantificabile entro i limiti del giudizio artistico. Film che sono documenti, testimonianze o, come nel caso di La voce di Hind Rajab, un ponte tra la realtà e la finzione, tra la vita e ciò che sta oltre il velo che ci separa dalla morte. E allora, in questo caso, gli esili strumenti della critica cinematografica non bastano più, o peggio, rischiano di sminuire la portata di un messaggio per cui l’arte non può che essere un supporto, un mezzo di propagazione
“La voce di Hind Rajab” speciale I – Come un thriller da camera
L’uso della voce di Hind Rajad diviene fondamentale perché intenso frammento veritiero della tragedia e di quanto sta accadendo ancora in Palestina. Unica opzione giusta, poiché ricreare quei frammenti di voce facendoli recitare a una bambina sarebbe stata soltanto pornografia emozionale. Questo necessario utilizzo, simile a quelle opere che integrano scene girate ex novo con found footage, potrebbe essere definito “sound footage”, ovvero in un film di finzione sono presenti fonti sonore originali.