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“L’uomo con la macchina da presa” immerso nella modernità
L’uomo con la macchina da presa è un classico esempio di quella che è stata definita la forma della “sinfonia urbana”, in cui elementi della vita nelle città moderne sono montati in modo impressionistico, un’evocazione caleidoscopica di frammenti di realtà di Odessa, Mosca e Kiev. La sua particolare visione è al tempo stesso musicale e astratta, costantemente sospesa tra la vita organica e la geometria modernista industriale, in un crescendo sorprendentemente erotico e vitale.
L’occhio della materia: “La vita colta sul fatto” di Dziga Vertov
Per Dziga Vertov, una cinematografia realmente di massa non è soltanto destinata alla collettività, ma realizzata dalla collettività stessa, cioè dal maggior numero possibile di Kinoki. L’analisi, l’elaborazione e la strutturazione del girato costituiscono una prassi politica, un’attività propedeutica allo sviluppo di forme e temi che siano espressione di una nuova verità. È questa la strada per la kinefikacija, la cinematizzazione che deve restituire la vista alle masse, ottenebrate da una struttura borghese del mondo e del cinema.