Archivio
Bionda con libro. Appunti sull’iconografia di Marilyn che legge
Distesa su una panchina o su di un letto, seduta a terra nel suo appartamento, con alle spalle uno scaffale di libri; in tenuta casual oppure con indosso una sofisticata lingerie nera: le fotografie che ci sono pervenute di una Marilyn intenta a leggere fanno decisamente numero in quella messe di immagini fotografiche che la hanno ritratta fuori da un set cinematografico e che, almeno quanto i fotogrammi dei film in cui ha recitato, sono rimaste indelebili, conquistando l’immaginario collettivo
Agnès Varda e la sua ricerca di un modo di “lavorare donna”
Quando arriva a Parigi, Varda, una volta deciso di dedicarsi alla fotografia, cerca un luogo in cui stabilirsi e soprattutto in cui installare un laboratorio fotografico che sfrutti la luce naturale. Gli ambienti e la corte al numero 86 di rue Daguerre, troppo fatiscenti secondo il padre, troppo grandi secondo la madre, rappresentano, con l’acquisto nel 1951, la conquista di uno spazio tutto per sé. Senza elettricità, senza servizi igienici moderni, tutto scalcinato e pieno di residui, sembra lo spazio perfetto per realizzare il mito di fondazione di una giovanissima donna che si affaccia alla vita adulta.
“Le assaggiatrici” speciale II – Il corpo delle donne
Se i corpi disciplinati delle donne sono alienati, i sensi prendono il sopravvento. Nel disgusto per un cibo appetitoso e potenzialmente nocivo, ma anche nella pulsione che in una donna è più soggetta a controllo, come quella sessuale. Le compagne di Rosa sono vergini, madri, vedove ma lei appartiene ad un’altra categoria perché è una ragazza innamorata che aspetta il ritorno dell’amato, presto disperso. È il paradosso di un istinto di sopravvivenza e resistenza che si fa carne viva.