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Una masterclass di Jim Jarmusch
Il regista di Solo gli amanti sopravvivono ha raccontato quali sono stati i suoi mentori cinematografici: da Nicholas Ray, con cui Jarmusch ha iniziato il percorso nel cinema come assistente alla regia e che definisce tra i più grandi registi romantici americani di sempre, a Wim Wenders che gli ha fatto conoscere Robby Müller, diventato presto il suo direttore della fotografia; passando per Samuel Fuller, descritto dal regista come una vera e propria forza cinematografica e William S. Burroughs, il grande e rivoluzionario scrittore.
Lezione di cinema di Jonathan Glazer
Solo quattro film in venticinque anni di carriera, un processo creativo che parte sempre da un dettaglio, un’immagine o una singola sequenza. L’autore premio Oscar di La zona d’interesse ha incontrato il pubblico del Cinema Ritrovato parlando della sua formazione e dell’importanza del lavoro sul sonoro nei suoi film.
Una masterclass con Asghar Farhadi
“La cinefilia, così come la lingua persiana, ha influenzato il mio modo di fare cinema”. Asghar Farhadi esordisce così durante la lezione di cinema che ha tenuto al Cinema Ritrovato 2025. Per il giovane Farhadi, il cinema italiano era il modello da raggiungere, e uno dei complimenti più grandi che poteva ricevere era: “il tuo film sembra un film italiano”.
Una masterclass con Terry Gilliam
La lezione di cinema tenuta da Terry Gilliam durante Il Cinema Ritrovato 2025 è stata un viaggio nei ricordi del regista. Tra la produzione di Brazil — che Gilliam stesso rifiuta di definire un film visionario, quanto una pellicola capace di inquadrare l’epoca in cui è stata realizzata e comprendere osservando a fondo, la direzione che la nostra società stava prendendo — e l’analisi del panorama contemporaneo, in cui chi ci governa sta escludendo la possibilità di creare satira, dato che, citando il regista, è inutile ironizzare sui clown.
“Café Flesh” tra porno e voyerismo postatomico
Nel futuro anche l’orgasmo sarà un privilegio. Stephen Sayadian anticipa, probabilmente in maniera inconsapevole, l’epidemia da AIDS che nel corso degli anni Ottanta invaderà gli Stati Uniti, mettendo in scena l’industria pornografica in un mondo post-apocalittico in cui il 99% dell’umanità non può più provare piacere, perché il sesso fa ammalare. Café Flesh racconta il porno attraverso il porno, lo fa con un’estetica punk e acida dove gli atti sessuali si alternano ai volti di chi osserva.