Edoardo Graziani
“La fine di Oak Street” ovvero quando le idee non bastano
Appare evidente come il regista non accetti qui di farsi divorare da quegli stessi dinosauri che ha liberato in Oak Street e dunque dal genere cinematografico che li contiene, mostrandosi però in perenne affannosa ricerca di nuove soluzioni narrative e stilistiche che possano sovvertire le aspettative del pubblico, sorprendendolo e depistandolo: ma ci vuole ben più di un coup de théâtre ironico e paradossale per dimostrare di avere salde le redini del racconto.
Speciale “Odissea” – Il ricordo come gesto morale
C’è nel film di Nolan un viaggio in avanti, quello verso Itaca e diversi viaggi all’indietro nel tempo, nei suoi ricordi che pian piano si fanno più chiari e dunque narrabili. Una Odissea dove comprensibilmente i piani temporali si mescolano e si confondono, e in effetti una assai complessa ma affascinante riflessione sul tempo Nolan la porta avanti da sempre, giostrando piani temporali, mescolandoli, deformandoli, confondendoli. invertendone il flusso. Il tempo è una autentica ossessione per il nostro regista che lo usa per continuare la sua inesausta ricerca sulle possibilità del filmabile.