Dopo il successo di Lady Eva, ecco arrivare un altro ruolo da commedia dei molti equivoci per Barbara Stanwyck, Colpo di fulmine (Ball of Fire, 1941), primo copione scritto per lei da Billy Wilder e seconda nomination all’Oscar per l’attrice dopo Amore sublime (Stella Dallas, 1938).
Diretto da Howard Hawks con Gregg Toland direttore della fotografia, il film ha come protagonista la cantante di night e bambola del gangster Sugarpuss O’Shea (Stanwyck), un nome che promette già un tocco di esotico erotismo proletario, dove il confine tra il fascino del proibito e del glamour e la repulsione per l’immoralità e la deformazione grottesca non è poi così ben tracciato. La ricchezza dei personaggi e della costruzione delle interpretazioni di Barbara Stanwyck derivano proprio da questa indecidibilità e dalla coesistenza di termini che siamo abituati a pensare come reciprocamente escludenti.
Il tema del travestimento e del mascheramento della propria identità è un'altra caratteristica che Sugarpuss O’Shea condivide con la galleria di donne interpretata dalla diva. La cantante di night accetta di fare da consulente agli otto professori, un po’ tromboni, che stanno scrivendo una poderosa enciclopedia, per sfuggire alla polizia che la ricerca come mezzo per arrivare al fidanzato Joe Lilac (Dana Andrews), boss della malavita.
Naturalmente, Sugarpuss non rivela la sua vera identità ai professori. La cantante interessa particolarmente all’imbranato linguista Bertram Potts (Gary Cooper) per la sua conoscenza spontanea dello slang dei bassifondi. Attraverso una serie di equivoci, sotterfugi e sostituzioni di persona, Sugarpuss e Potts, il cui soprannome Pottsie lo collega per assonanza e per la poca dimestichezza con le donne a Hopsie di Henry Fonda in Lady Eve, scopriranno che il loro interesse l’uno per l’altra va ben oltre il livello accademico.
L’assonanza Pottsie – Hopsie conferma anche che i personaggi femminili interpretati da Stanwyck si trovano spesso di fronte personaggi maschili completamente inetti. Per tutte le battute che rimarcano la mancanza di istruzione da parte di Sugarpuss, è lei la più intelligente anche tra il gruppo dei professoroni.
Lady Eva (Lady Eve, 1941), Colpo di fulmine e Le stelle hanno paura (Lady of Burlesque, 1943) creano, grazie alla collaborazione con la stilista Edith Head, un’immagine sexy di Barbara Stanwyck che sarà fondamentale anche per le successive caratterizzazioni di femmes fatales da La fiamma del peccato (Double Indemnity, 1944) in poi. Gli abiti dei tre film, e quelli di Colpo di fulmine in modo particolare sono attillati e paillettati, sia che il personaggio debba esibirsi sul palco che cercare di cavarsi dagli impicci della vita sullo schermo.
Sono certamente sensuali ma anche volgari, mostrano nudità proibite ma che assumono sfumature quasi grottesche, come nella scena di Colpo di fulmine in cui Sugarpuss mostra la propria gamba e piede all’adorante gruppo di reclusi professori. Ancora una volta, per avvicinarci alla protagonista interpretata da Barbara Stanwyck, dobbiamo considerare termini opposti come, al contrario, co-esistenti. Sugarpuss O’Shea offre all’attrice la possibilità di un ruolo sopra le righe, la cui incontenibilità richiama l’attenzione sull’atto stesso del recitare e della performance del corpo nella creazione dell’identità di un personaggio.