Nel 1951 Aldo Fabrizi, reduce dalla fatica di Emigrantes dopo un grosso sforzo produttivo e le sferzate di una critica non buona, “voleva rinfrancarsi e fare un film che fosse divertente anche da girare, una commedia ridanciana e veloce”, come racconta la nipote Cielo Pessione, presentando la pellicola restaurata de La famiglia Passaguai. A partire dalla novella di Anton Germano Rossi La Cabina 124, Fabrizi gira il primo capitolo della trilogia Passaguai a cui seguiranno La famiglia Passaguai fa fortuna nel 1952 e Papà diventa mamma nel 1952. Il successo di pubblico fu veramente enorme, la pellicola rimase nei cinema per molti mesi, era ancora nei cinema italiani un anno dopo quando fu programmata la prima del secondo episodio della saga. I tre film nel 1952 e 1953 incassarono molto, ben distribuiti dalla Rank Film che li diffuse, doppiati, in Sud America, Nord Africa e in tutta Europa, alimentando un successo internazionale. La trilogia arrivò ad incassare alcune centinaia di milioni, mentre gli incassi lordi parevano ammontare, in totale, a circa un miliardo, insomma, fu un inequivocabile trionfo.

Ancora la Pessione aggiunge una nota di colore: “mio nonno aveva una mole imponente, ma era tanto leggiadro, un po’ come Oliver Hardy” e infatti nel film vediamo, come sottolineavano sarcasticamente le critiche dell’epoca, “Fabrizi che corre seminudo per la spiaggia di Fiumicino, Fabrizi che mangia melone e cotolette evocando una visione di cartacce unte e di rifiuti, Fabrizi che fa i bagni di sabbia tra un brulicare di umanità sudata” e aggiungiamo noi, Fabrizi che si arrampica su un parapetto per tuffarsi nel mare, Fabrizi che scavalca il finestrino di un torpedone per salire a bordo dal lato posteriore, addirittura Fabrizi che sale sulle spalle minute di Nyta Dover per spiare dalle fessure di una cabina. Se non bastassero queste immagini per rendere l’idea del tenore follemente slapstick e ridanciano di questa commedia, potremmo aggiungere la cronistoria della gag dei cocomeri, che contribuì senza ombra di dubbio al successo di pubblico del film, per la sua comicità immediata e popolare, con un “forzuto” Luigi Pavese che si dimena per 87 minuti alla rincorsa di un melone svanito e sfuggente, quello su cui Oreste Del Buono si dilungò animatamente nella sua difesa di Passaguai enucleandone una sarcastica etimologia “non si tratta di un melone o, se si preferisce, di un popone. Si tratta di un'anguria o, se si preferisce, di un cocomero. Appartengono tutt'e due alla famiglia delle cucurbitacee, ma il sapore è ben differente".

Fabrizi in veste di regista, attore, sceneggiatore, inventore di gag sulla scia del recente Domenica d’Agosto di Emmer (1950) porta avanti quasi una forma di “ trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume”, qui siamo anche oltre al costume, siamo alla commedia balneare, dove le battute definiscono un melone rosso “come Di Vittorio” e la bruttezza di Pecorino/Carlo Dalle Piane, poteva essere esibita per riderci su, senza sconfinare nel body shaming (“C’è qualcuno che può credere che questo sia mio figlio?...si sarà trattato più di una voglia, voglia di giardino zoologico”), o si può canzonare i protagonisti per il loro peso non proprio forma (“Lo iodio fa pure dimagrire…. sa quanti anni sono che non vado a mare? Eh 20 anni almeno e si vede!”).

Tra le curiosità annoveriamo la fotografia di Mario Bava, che Fabrizi aveva incontrato sui set di Natale al campo 119 di Pietro Francisci (1947) e Vita da cani di Steno (1950). Mario Bava fa anche un piccolo cameo nella pellicola, e più tardi avrebbe dichiarato: "Divenni amico di Fabrizi e facemmo le famose Famiglie Passaguai. Mi piacerebbe tanto rivederli. Mi ricordo che all'Imperiale si scoperchiava il cinema dalle risate. Il primo l'abbiamo girato a Fiumicino in 29 giorni e siamo partiti da un foglietto dove c'erano scritte solo cose come: Fabrizi compra un cocomero, Luigi Pavese lo perde etc. Poi c'era la gara a chi inventava le gag e certe volte dovevamo rifare le scene del giorno prima perché legassero. Ci siamo divertiti da morire". Si scoperchiava il cinema dalle risate e questo oggi lo possiamo confermare, anche in sala nel 2021 si è riso parecchio.

Gli incassi e il successo di pubblico fecero ipotizzare a Fabrizi anche un quarto episodio mai realizzato; il film sarebbe stata una parodia di Bellissima con protagonista Carlo Delle Piane. Il titolo sarebbe stato Bruttissimo: "Il quarto, vagheggiato episodio della Famiglia Passaguai non sarebbe più stato realizzato. Del resto, il terzo, quello della metamorfosi del padre in madre, era così sconvolgente e inesorabile da non accettare una continuazione” (Oreste Del Buono).