Dario Ricci
“Viet and Nam” tra i fantasmi della tragedia
Viet and Nam non è un’opera di denuncia, al massimo vi si può trovare l’eco della tragedia del 2019, in cui i cadaveri di 39 migranti vietnamiti sono stati ritrovati nel Regno Unito, portando alla condanna di trafficanti di esseri umani. Tolto questo riferimento alla cronaca, il sepolto non emerge mai. Lungi dall’essere però un esercizio di superficialità, la volontà di far cogliere alla mdp solamente la cruda esteriorità è una scelta per valorizzare il non detto, rappresentare il non rappresentato, cogliere i fantasmi che scorrono sottopelle, sottoterra e sott’acqua.
“No Other Choice” speciale III – Il male ti ride in faccia
La violenza non passa più attraverso le vendicative martellate di Oldboy, né dal rigore opprimente della magione di Mademoiselle, ma dal sorriso forzato di un disoccupato. L’ironia più nera ha sempre costellato l’opera del cineasta coreano, ma mai come in No Other Choice si ride (amaramente) dall’inizio alla fine. Non ci sono antagonisti manifesti, solo la brutalità impersonale delle logiche di mercato, un male che ti fa ottenere quello che vuoi per poi togliertelo, ti ride in faccia e pretende che tu sorrida di rimando.