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“La traversata di Parigi” al Cinema Ritrovato 2020
Se – come ha sottolineato Nicolas Seydoux, presidente della Gaumont, durante la presentazione del film – la vera star del film è la Parigi sotto occupazione, bisogna però concedere che Gabin, Bourvil e Louis de Funès – nella esilarante parte di un nervoso ed esasperato droghiere – non brillano meno della stella principale. Su tutti svetta Jean Gabin, qui nel ruolo di un famoso e benestante pittore che decide, per capriccio o per noia, di scendere in strada. Forse per vedere da vicino cosa si nasconde dietro la facciata di quegli scorci parigini che lui stesso dipinge e vende a caro prezzo. Forse solo per osservare, con sguardo da divertito entomologo, le vite degli altri.
“La donna scimmia” tra martirio e pittura
Quanto a genesi della Donna scimmia, c’è una referenza decisiva: un dipinto di Jusepe de Ribera (detto Spagnoletto): Maddalena Ventura con il marito e il figlio (ovvero Donna barbuta, 1631). Una specie di Sacra Famiglia: padre, madre e bambino attaccato al seno; la donna che allatta il neonato è villosa (molto villosa). Il quadro è sconcertante. Visto all’epoca, a Toledo, per Ferreri e Azcona dev’essere stata una folgorazione. Un’immagine surrealista. Una ‘invenzione’, cioè una trovata. Se la vicenda di Pastrana definisce il plot come supporto per un apologo crudele, se il fatto di cronaca fissa una iconografia popolare e religiosa, il dipinto paradossale di Spagnoletto è un’immagine movente. Di qui nasce e prolifera il film: per “gemmazione”, direbbe Ferreri. Il quadro di Ribera è stato dipinto a Napoli. Per questo, senza mare, senza Vesuvio, il film è stato girato a Napoli.
I festival salveranno il cinema
Forse ci vorrebbe il punto interrogativo alla fine del titolo. Eppure ne siamo convinti. Dopo la presentazione di Venezia 2020 e Cinema Ritrovato 2020 (rispettivamente alla 77esima e alla 34esima edizione), ci pare di annusare un entusiasmo superiore al solito. I due festival condividono tra l’altro una sezione – Venezia Classici – che quest’anno verrà ospitata nel suo habitat più naturale, Bologna, a suggellare il gemellaggio tra le due manifestazioni Il cartellone di Venezia risulta al tempo stesso un po’ ermetico e molto suggestivo; mentre il Cinema Ritrovato, cambiando date e rinunciando a molti accreditati internazionali, avrà sicuramente un volto diverso dal solito. Tuttavia, questi cambiamenti sono inferiori al senso simbolico che – a fine estate – entrambi rivestiranno per la cultura cinematografica e per la promozione del cinema in sala.