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“Emilia Pérez” che rimodella il mondo
Non indietreggia di certo davanti alle forti tinte Jacques Audiard, e questo suo Emilia Pérez non è affatto passato inosservato, dalla presentazione a Cannes 2024 in poi. Merito del tema, ma anche di un impatto visivo che non si dimentica, con luci contrastatissime e affilate come un rasoio, a dare al film un’aura fortemente drammatica e antinaturalistica, luci che rimandano a una teatralità insita nell’intero progetto, sviluppato inizialmente a partire dal romanzo Écoute di Boris Razon proprio come opera lirica.
“Parigi, 13 Arr.” dove abita l’amore liquido
Di poco più grandi dell’Alana di Licorice Pizza, questi figli putativi di Audiard sono molto più irrisolti e spaesati non solo di lei, ma persino di Gary, che ad appena quindici anni ha già trovato la sua strada e la sua donna. E se Gary e Alana negli anni ’70 corrono, si abbracciano e si tengono per mano, i tre di Parigi, 13 Arr. consumano subito, spesso e male, con chi capita, non attrezzati per filtrare le esperienze e ostacolati nel provarci da app di incontro e “revenge porn”. Dalle derive di una modernità impermanente e incerta si fa strada ciò che per Gary e Alana è invece materia prima: il dialogo.
“I fratelli Sisters” di Jacques Audiard
Che I fratelli Sisters sia un western piuttosto atipico e anticonvenzionale lo si capisce fin dai primi scambi di battute dei protagonisti, dalla quotidianità naif in cui sono calati e che il regista di Dheepan – Una nuova vita segue con particolare riguardo e ironia, libero di definire il genere con una sua specifica impronta, una cifra di stile prettamente francese, potremmo dire, per quanto riguarda l’insistenza sulla psicologia dei protagonisti e della loro crescita, con uno sguardo maggiormente intimistico sulla natura delle relazioni umane. E il western viene depredato della sua epica mitologia specialmente nella caratterizzazione di questi due fratelli, due personaggi “di genere” completamente reinventati, spogliati di quell’eroismo incondizionato che distingue cowboy e pistoleri ineccepibili e resi, in un certo qual modo, anche più umani.