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“Saint Joan” e il misticismo della diva
Jean Seberg si appropria con generosa sorellanza dell’emotività di Joan, in un’immersione simpatetica oltre il tecnicismo, caricando sul volto di aggraziata freschezza una verità interpretativa di segrete coincidenze e spontanei accenti che soffia verso nuove tendenze filmiche. Adesione e commozione senza commiserazione in un ritratto di paladina della fede che documenta un divismo rivoluzionario in cui lo spettatore può ravvisare, post mortem, quella militanza amorosa, fragile e bellissima, per gli incompresi e i ripudiati, che l’attrice conserverà tragicamente ben oltre la fiction.
“Anatomia di un omicidio” nell’ingranaggio della società
si potrebbe quasi azzardare a definire Anatomia di un omicidio di Otto Preminger un film sul linguaggio. Un film sul linguaggio legale, giacché seguiamo appassionatamente la lotta oratoria tra Paul Biegler (James Stewart) e la pubblica accusa (della quale fa parte il perentorio procuratore interpretato da George C. Scott). Un film su un linguaggio “scabroso” e ostile all’America puritana, che fa fatica a considerare accettabili parole come “spermatogenesi” e “stupro” all’interno di un film quanto all’interno di un’aula giudiziaria, così come fa fatica a considerare il punto di vista di una donna che ha subito — e continua a subire — violenza fisica e psicologica per il suo sentirsi slegata da codici morali e sociali.
Otto Preminger e la messa in scena di Romy. “Il cardinale” al Cinema Ritrovato 2021
Il Cardinale (1963) appartiene alla seconda fase della carriera hollywoodiana di Otto Preminger, in cui il regista coltiva la sua reputazione di auteur grazie commenti dei critici dei Cahiers. Per Jacques Rivette, il cinema di Preminger è l’esemplificazione stessa della mise-en-scène: “la creazione di un complesso preciso di personaggi e di ambienti, di un fascio di rapporti, di un’architettura di relazioni, mobile e come sospesa nello spazio”. Il saggio di Rivette, “L’essentiel”, viene pubblicato dieci anni prima de Il Cardinale, ma quella “architettura di relazioni” rimane un elemento distintivo del cinema di Preminger. Nel caso de Il Cardinale, questa architettura si spinge oltre la narrazione sullo schermo.