Martina Volpato
“L’agente segreto” e il divertissement militante
Tra rievocazione storica e cinefilia filologica immerse nei Seventies, Kleber Mendonça Filho, dopo Aquarius (2016) e Bacurau (2019), fa sedimentare nel suo quarto lungometraggio di finzione un’anima bifasica, di ispirazioni e ambizioni opposte e compenetranti; instilla un affresco sociale in una miniatura dal respiro romanzesco che è un Giano Bifronte, compresso tra un passato da denunciare e un futuro che è già presente, di cui è allegoria un gatto domestico-chimera, dal doppio muso.
“Il maestro” e l’ardore degli sconfitti
Nelle trasferte di allenatore e allievo tra Centro e Nord Italia per i tornei nazionali, Di Stefano, che firma la sceneggiatura con Ludovica Rampoldi, non opera una rinvigorita decodificazione di genere, come nel notevole noir L’ultima notte di Amore, ma concatena toni e suggestioni popolari (tra buddy e road movie, commedia all’italiana), abbozzate e poi sfumate, per affrescare un apologo morale che si adagia su rodati topoi, ma si riscatta anche per un non artefatto elogio dei perdenti.