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“Dracula” e il precario equilibrio tra parodia e melodramma
Luc Besson guarda allora a Coppola per la storia d’amore, prende da Herzog la malinconica solitudine di un immortale e se non fossero così coevi verrebbe quasi da dire che abbia dato uno sguardo persino a Eggers per la dimensione sessuale. Ciononostante riesce a costruire al di sopra di quanto c’è già stato e a trovare addirittura la propria originalità, solo per poi regredire lentamente nel mentre si avvicina al finale.
“Dogman” malinconico post punk
Il film è il frutto di una commistione culturale, che guarda al cinema di genere, ad accattivanti soluzioni stilistiche, all’importanza della musica come valori aggiunti nella messa in scena e alla costruzione di un personaggio iconico che sia specchio della contemporaneità. Besson evidenzia in maniera ancora più marcata, rispetto a quanto fatto in passato, la sua duplice natura: da una parte il regista ribelle e insofferente alle regole (quasi post punk), dall’altra l’autore dalla vena malinconica.