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“Honey Don’t!” spensieratamente rivoluzionario
Honey Don’t si oppone a qualunque tipo di schema: da quello di genere eteronormativo fino a quello narrativo classico. Sfrutta stereotipi e li distribuisce casualmente, producendo scene di sesso sfrenato, di violenza esplosiva fino all’esagerazione, ma anche estremamente divertenti e ironiche. Nonostante non si arrivi neanche lontanamente ai livelli della filmografia a cui i fratelli Coen insieme ci hanno abituato, la mano si riconosce fin da subito, forse ancora più che in Drive-Away Dolls.
“Drive-Away Dolls” Speciale II – B Movie a tinte queer
Drive-Away Dolls è il primo film di finzione di Ethan Coen senza il fratello Joel e mostra chiaramente come il suo apporto decisivo alla loro filmografia fosse soprattutto la tensione ironica, elemento imprescindibile di tutta la loro opera. Non a caso il primo film da solista di Joel, Macbeth, ne è completamente privo, modellato da un rigore formale estremo e a tratti legnoso. Nella separazione fisica dei due fratelli c’è anche una scissione estetica che rivela come le loro tematiche siano complementari e necessitino l’uno dell’altra.
“Drive-Away Dolls” Speciale I – Divertissement in salsa pulp
Opera tautologica di fatto e irriverente, ma solo nelle intenzioni, Drive-Away Dolls, ambientato nel periodo più crepuscolare dell’american dream, ha i toni della commedia grottesca e l’impeto caricaturale di Arizona Junior, ma la critica sociale si tramuta in un vaudeville trash che depotenzia la satira; non è così facile quindi sabotare il debordante immaginario conservatore a stelle e strisce come era avvenuto con Il grande Lebowski.