Archivio

filter_list Filtrakeyboard_arrow_down
label_outline Categorie
insert_invitation Anno
whatshot Argomenti
person Autore
remove_red_eye Visualizza come:
list Lista
view_module Anteprima

“The Shrouds” speciale III – Il lutto cronenberghiano

Morto un Cronenberg non se ne fa un altro. Ancora oggi The Shrouds mette sul tavolo un’idea inedita, forse una sola, ma di una potenza tale che parlare di cinema diventa riduttivo: qui si parla di frontiere della visione, della capacità di ragionare sulle fasi dell’esistenza umana in modo ferocemente originale. Non esiste da nessuna parte – di sicuro nel cinema “occidentale” – uno sguardo sul lutto, la morte, la sepoltura che somigli a quello di The Shrouds.

“The Shrouds” speciale II – In fondo alla morte c’è l’Eros

La risposta alle oscure esplorazioni dentro il mondo di Thanatos non può essere che l’Eros: prima attraverso la rievocazione onirica e menomata (ma non meno erotica) del corpo della moglie, poi nel corpo simile della cognata (il tema del doppio, ancora una volta) e, in ultimo, l’evasione con una donna ricca e cieca (con lei Karsh può assumere nuove fattezze, quindi un nuovo corpo e una nuova esistenza).

“The Shrouds” speciale I – L’enigma dell’altro

The Shrouds si oppone alla narrazione esplicativa, didascalica e rassicurante, fatta di continui colpi di scena, della serialità mainstream contemporanea, per portare lo spettatore in un viaggio sospeso, in cui realtà e finzione si compenetrano a vicenda. Non vi è soluzione, spiegazione, o risoluzione, ma un eccitante stordimento che risulterà familiare a chi conosce bene la filmografia perturbante di questo grande maestro del cinema.