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“100 litri di birra” da commedia black a riflessione drammatica

Al talentuoso regista finlandese deve riconoscersi il merito di saper mettere in scena attraverso i suoi personaggi tragicomici un cambio di registro, da commedia black a qualcosa di molto più serio, quasi drammatico. Questa saga su una famiglia distrutta dalla sua stessa dipendenza dall’alcol, troppo delirante e illusa persino per ammettere il problema, si rivela non solo una tragedia personale, ma svela un serio problema nazionale su cui riflettere tra una risata e l’altra.

“The End” e il conforto dell’autoinganno

Gli eventi di The End intaccano quella purezza; eppure, proprio nel momento in cui potremmo esplorare più a fondo che cosa significhi diventare adulto e trasformarsi in complice, la storia si concentra su altri personaggi, relegando il protagonista sullo sfondo e troncando il rapporto empatico creato finora tra lui e lo spettatore. Oppenheimer, del resto, non ha alcun interesse a elevare i suoi protagonisti a emblemi di un male superiore

“Lost for Words” e il nostro vocabolario collettivo

C’è qualcosa di incredibilmente poetico nella visione di Lost for Words diretto da Hannah Papacek Harper, presentato al Biografilm Festival 2025, un documentario che esplora il legame tra linguaggio, natura e le sfide ambientali contemporanee, raccontando come le parole legate al mondo naturale stiano scomparendo dal nostro vocabolario collettivo, invitandoci a riscoprire la nostra connessione con la madre terra.

“Emprise numérique” e piattaforme senza regole

Il documentario svela come le lobby delle “big tech” siano perfettamente consapevoli del funzionamento dei famosi algoritmi e della presenza di pratiche sessualmente predatorie nei confronti dei minori, ma in America esse sostengono la loro estraneità rispetto ai contenuti potenzialmente disturbanti appellandosi a una normativa desueta, che prevede che gli host delle piattaforme digitali non sono responsabili dei contenuti che ospitano.