“Resurrection” speciale II – Post fata resurgo

Resurrection è un fiume che scorre impetuoso come i versi di una poesia indimenticabile. E se è vero che ogni evento, o incontro lascia alla fine sempre qualcosa che modifica il filtro con cui si guardano il mondo e le vite degli altri, certo è anche che non serva capire l’intero immaginifico viaggio compiuto insieme alle immagini subito. A volte, basta raccogliere, custodire, e permettere che il senso di tutto arrivi dopo. Questo è uno di quei casi. Fatevi un favore, permettetevi di abbandonarvici. Sarà gratificante.

“Resurrection” speciale I – Fantasmagoria e ambizione

Ci si trova catapultati in una narrazione sospesa tra realtà e sogno, nel racconto di un viaggio interiore che sfugge a ogni pretesa di linearità spazio-temporale e che per questo non è di facile fruizione, potendo risultare indigesta ai palati cinefili meno avvezzi all’astrazione e alla molteplicità stratificata delle citazioni, poiché Resurrection ha l’ambizione di fondere in un mastodontico poema le forme che il cinema ha assunto e le emozioni che ha generato.