Archivio
Un secolo con Jack Lemmon. L’opera buffa di un’America tragica
Quasi co-autore nella deviazione verso il dramma lirico e dolente del maestro della commedia sofisticata Blake Edwards (I giorni del vino e delle rose), Jack Lemmon è stato il discreto demiurgo di storie e ritratti di un nuovo umanesimo, intercettando tonfi e sopravvivenza dell’everyman nella brezza o nel vortice dell’evoluzione dei tempi, un compositore di pathos e divertimento al di qua dell’overacting, un primo piano di complice empatia anche nei ruoli più stridenti e scomodi, avulso dalle scuole e dai manierismi di tendenza tra colleghi, arroccati tra Lee Strasberg e Stella Adler.
“A qualcuno piace caldo” e l’immaginario della commedia
Le storie, gli aneddoti e i rumors che hanno gravitato attorno a questa opera sono molteplici, dal presunto amore/odio tra Marilyn e Curtis, all’ammirazione della diva verso Jack Lemmon con la dichiarazione “Isn’t Jack Lemmon the funniest man in the world?” alle difficoltà recitative della stessa Monroe, ma ovviamente sono la vitalità e la sottile intelligenza a rendere A qualcuno piace caldo i giusti riconoscimenti. E gli ingredienti sono, come sempre quando si parla di capolavori, la combinazione straordinaria di personalità geniali. Scrittura, regia e recitazione rasentano la perfezione, il grandissimo estro degli interpreti maschili conferisce un ritmo quasi unico alla narrazione, ma la presenza di Marilyn sembra essere il reale valore aggiunto.
“L’appartamento” di Billy Wilder al Cinema Ritrovato 2018
Il suicidio non era un tema così amato dalla commedia hollywoodiana e su cui era facile creare gag, o meglio non era facile farlo con le intenzioni di Wilder. Ci avevano provato altri, alcuni più famosi come Frank Capra, ma anche registi meno noti come George Marshall in La mia amica Irma. Wilder però aveva come obiettivo lo sradicamento del perbenismo americano, e attaccava su tutti i fronti il sistema classico, pur restandogli fedele. Così anche se i suoi personaggi durante il corso della narrazione tolgono la maschera, ciò che nel lito fine, ironico e geniale, Wilder attua è un finto smascheramento per mostrare quanto falso sia il cinema. In quell’appartamento, dove Lemmon ha appena gettato la pistola in uno scatolone e poco dopo gioca a carte con la MacLaine, ci sarà mai un vero lieto fine?