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“Artisti e modelle” pastiche picchiatello
In questo universo pop e consumistico si rivendica il buon gusto scenico per l’artificio, la maschera, gli equivoci burleschi, dove, pare insegnarci Tashlin, si può agguantare un baluardo di felicità, che arieggia nei virtuosismi comici made by Lewis, nel sonnambulismo inventivo del suo personaggio, nella messinscena degli affetti, fino al finale che pretende in incontenibile allegria una sospensione della credibilità, alle soglie del musical sfacciatamente incongruo.
In nome di Jerry Lewis
Dedichiamo l’editoriale di riapertura di Cinefilia Ritrovata (dopo la breve pausa estiva), a Jerry Lewis, scomparso nelle scorse ore. Non possiamo farne a meno, non soltanto per il dovere che critica e storiografia del cinema hanno nei cofnronti di uno dei più rilevanti autori e artisti della settima arte, ma anche perché mette pienamente in gioco la cinefilia. Chi altri, infatti, se non la critica cinefila ha saputo – in barba alle noiose gerarchie sospettose nei confronti del comico – trasformare Lewis in una figura decisiva per il Novecento cinematografico americano e per la comprensione del gesto filmico?