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Il ribaltamento dei ruoli di genere in “Dieci donne nere”

Kon Ichikawa è conosciuto in Europa principalmente per L’arpa birmana, Fuochi nella pianura o per il suo originale documentario sulle Olimpiadi di Tokyo, film che restituiscono il ritratto di un regista raffinatissimo, serio e impegnato. In realtà la sua carriera nel cinema e soprattutto nella televisione giapponese l’ha portato a realizzare principalmente film per il grande pubblico. A metà strada si colloca Dieci donne nere del 1961, una commedia satirica dalle tinte noir in un bianco e nero ad alto contrasto che gioca con gli stereotipi di genere della società giapponese.

“L’arpa birmana” che riconosce l’umano in ogni cosa

In quanto testimone isolato degli effetti disumani del conflitto Mizushima si sente chiamato al lavoro definitivo della pietà: seppellire i morti, i morti sconosciuti e dimenticati che affollano le valli e le coste della Birmania, i morti che non appartengono più a nessuno. Così impara a riconoscere l’umano in ogni cosa, nel volto di un bambino cui insegnare a suonare il suo strumento, nelle ossa incrostate di fango al bordo di un fiume, nel pappagallo che gli sta sempre appollaiato sulla spalla, in un rubino trovato per caso nello scavare una tomba.