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“Palestina 36” quando tutto ebbe inizio

La Palestina non è semplicemente lo sfondo sul quale si svolge uno dei conflitti più lunghi e complessi della contemporaneità. Nei suoi film la Palestina raccontata porta con sé anche relazioni, memoria, famiglia, corpo, movimenti e soprattutto Terra. Quella sottratta. Quella che non appartiene più, che ci viene portata via. Questo bisogno forse prevale su altri temi di carattere più intimista ed individuale, personale: la scelta corale e quasi panoramica di Jacir consente di comprendere meglio un processo storico, ma allo stesso tempo può indebolire il legame emotivo con i singoli personaggi.

Speciale “Odissea” – Un ritorno tra inganni e fallimenti

Odissea parla di un uomo che ha bisogno di redimere sé stesso, di accettare i propri inganni e fallimenti per poter tornare, finalmente, alla sua Itaca – verso una nuova identità mutata, ma pur sempre la stessa. Ma il film rischia di poter essere ammirato, ma poco vissuto, come invece deve fare il protagonista per riscoprire e ritrovare se stesso. Così, persino con il consenso di Atena, il film finisce per diventare una grande promessa: reale, concessa, ma non mantenuta.

Marilyn dietro il palcoscenico

Marilyn continua a essere una figura irraggiungibile, ma anche profondamente umana: capace di restituire fragilità laddove sembrava esserci solo perfezione, trasformando lo sguardo su di sé da desiderante a, finalmente, comprensivo. Un mito che sopravvive come eco di vulnerabilità, bellezza e resistenza. Il suo lascito artistico va ben oltre le sue interpretazioni: ci mostra come anche chi sembra possedere tutto possa custodire un profondo bisogno d’amore e sicurezza. Dietro palcoscenici, luci e obiettivi fotografici resta una bambina, immersa in sogni e speranze, ancora alla ricerca di riparo. 

“Barry Lyndon” speciale I – Le gerarchie degli uomini

Dopo Arancia Meccanica, Kubrick – che non si è mai accodato a un singolo genere – decise fosse giunto il momento di girare un film storico. Interessatosi alle opere di William Makepeace Thackeray, si avvicinò inizialmente al romanzo La fiera della vanità, per poi rendersi conto che la trama fosse troppo intricata per essere adattata in una pellicola. Fu allora che incontrò Le memorie di Barry Lyndon e, approfondendolo, cominciò a stenderne una prima versione.

“Cime tempestose” speciale I – Tra Eros e Thanatos

Desiderio e inquietudine, paura e attrazione, vita e morte. Questa lettura contemporanea trasforma il mito di Heathcliff e Catherine in una riflessione accesa sul potere sadico e salvifico dell’amore. Il loro legame, pur radicalmente modificato rispetto al romanzo, diventa specchio delle pulsioni più profonde: passione e rabbia coesistono, modellando identità e destino. In questo equilibrio fragile tra eros e thanatos, il film suggerisce che non c’è salvezza per chi non può salvarsi da solo.