Raffaele Francesco Bernini
“Un poeta” distaccato dal reale
Un poeta, anche senza elementi di trama particolarmente innovativi, vive di intuizioni felici proprio nel saper unire la comicità che nasce dallo spaesamento di Oscar e dal suo distacco utopistico dal reale, evidente nel campo e controcampo con il poster del suo idolo José Asunción Silva, con una realtà grottesca, cinica e drammatica. Questo disaccordo permette al film di toccare momenti profondi, soprattutto nel racconto dei rapporti famigliari in un mondo di padri assenti e ragazze abbandonate, senza cadere nel patetismo.
“Il maestro e Margherita” involontario omaggio a Bulgakov
Il risultato è una banalizzazione degli elementi che nel libro irrompono e squarciano la realtà e nel film diventano pallide allucinazioni. Una scelta di sceneggiatura in contrasto con il tono epico e magniloquente di regia e fotografia, che alla fine sembrano più delle matrioske preziose, ma vuote. La necessità di rendere tutto comprensibile elimina la potenza dell’opera di Bulgakov, dove letteratura e fantasia esultano sulla realtà.