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“Triangle of Sadness” e l’assioma dell’imprevisto

Film a tesi? Senza dubbio. Programmatico? Totalmente. Telefonato? Tutto il contrario, altrimenti una volta introiettati gli assiomi di base del mondo finzionale sapremmo esattamente dove Triangle of Sadness stia andando a parare, mentre invece le svolte narrative arrivano ogni volta impreviste, con personaggi che seguono archi narrativi logici e consequenziali, ma al tempo stesso altamente soggettivi ed egoriferiti. Östlund non ha in mente di distruggerli, ci fa sperare che si salvino, ma non prima che abbiano smesso di raccontarsela davanti a spettatori che a loro volta se la stanno raccontando, ben poco desiderosi di mettersi nei loro panni.

“The Square” e la teoria della classe agiata

The Square è uno zibaldone racchiuso nello spazio del titolo. Una meta-installazione di ideali installazioni. Ovvero episodi di una distopia culturale dentro i luoghi lindi, ovattati, uguali a mille altri nel continente del privilegio. Minimalismo asfissiante. Quadri che compongono il museo dell’umana bestialità secondo la regia trasparente, apodittica, ipnotica di Östlund.