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Cinema Ritrovato 2017: Mitchum, lo sguardo sornione
Nice Girls Don’t Stay for Breakfast è il documentario su Robert Mitchum realizzato dal fotografo e regista Bruce Weber, che ha presentato l’ultima versione del suo work in progress al Cinema Ritrovato, dialogando con la giornalista e critica cinematografica Irene Bignardi. “Con Bob – ha dichiarato Weber – è come una storia d’amore che continua”. il ritratto che ne esce ha infatti i toni intimi e colloquiali di chi si racconta ad un amico, in modo sincero e ironico, con un Mitchum che non si prende troppo sul serio pur sapendo di essere un mito cinematografico vivente.
Cinema Ritrovato 2017: ancora su “Becoming Cary Grant”
“Everyone wants to be Cary Grant. Even I want to be Cary Grant” (“Tutti vorrebbero essere Cary Grant. Anche io vorrei essere Cary Grant”). Sotto la leggerezza e l’ironia di questa battuta, che Cary Grant pronunciava spesso – probabilmente suscitando risa e ammirazione negli astanti – si nasconde in realtà tutta la pesantezza del male di vivere di quello che il critico David Thompson definisce il “migliore e più importante attore della storia del cinema”.
Aspettando Il Cinema Ritrovato: “Mildred Pierce”
In programma martedì 27 giugno nell’ambito del Festival del Cinema Ritrovato, il film Mildred Pierce di Michael Curtiz con Joan Crawford, è tratto dall’omonimo romanzo di James Mallahan Cain, noto più comunemente come James M. Cain. Autore di diversi racconti e romanzi scritti tra il 1934 e il 1975 – che per lo più affondano la narrazione in storie di avidità, ambizione, sesso e violenza – Cain è stato spesso fonte di ispirazione per il grande schermo.
Panopticon tecnologico: “The Circle”
Tratto dall’omonimo romanzo di Dave Eggers, il film The Circle del regista James Pondsoldt è in programmazione in questi giorni: Mae Holland è una ragazza americana fresca di laurea. Ha un lavoro e un ex ragazzo che non le piacciono. Un padre malato che ama e che vorrebbe poter accudire meglio. Un’anonima vita di provincia insomma, che le sta decisamente stretta. La telefonata dell’amica Annie, che le procura un colloquio di lavoro alla prestigiosissima “The Circle” – immaginario tempio informatico in cui si fondono realtà somiglianti a Facebook, Google e Paypal – la proietterà in un mondo nuovo, apparentemente dorato ma di fatto molto pericoloso.
La grazia impertinente di “Il tesoro dell’Africa”
il film conserva una sua grazia ironica e impertinente, che si prende gioco dei classici gangster, proponendo truffatori disorganizzati, litigiosi e pasticcioni affiancati da un Bogart avventuriero di mezza età e conquistatore stanco. Huston e Capote si divertono poi a parodiare altri stereotipi del mondo del cinema: la donna bella e svampita (una bionda Jones che ammicca alla Monroe), la femme fatale arrivista (una Lollobrigida in scollati abiti da sera fin dal primo mattino), l’uomo serio dall’aplomb britannico (un Underdown che si sente perduto senza la borsa dell’acqua calda ma che non si scompone davanti alla dichiarazione d’amore della moglie per un altro). E anche l’intreccio amoroso e il sospetto di adulterio sono a volte suggeriti e a volte esasperati con un risultato di assoluta comicità.
“The Martian”: il ragazzo del pianeta accanto
“There’s a starman waiting in the sky” canta David Bowie nel recente The Martian di Ridley Scott in programmazione in questi giorni al cinema Lumière. L’uomo delle stelle in questo caso si chiama Mark Watney (Matt Damon), è un astronauta americano e sta aspettando che qualcuno lo venga a salvare dopo che i suoi compagni di missione, credendolo morto, lo hanno lasciato solo su Marte con pochissimi viveri. Purtroppo ogni contatto con la Terra è un miraggio e la prossima missione su Marte non arriverà prima di 4 anni. Mark si trova quindi a dover scegliere: arrendersi a una morte certa o combattere con i pochi mezzi a disposizione. Nella migliore tradizione americana – never give up – Mark sceglie di non arrendersi.