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Venezia Classici 2017: “L’utopie des images…”
Emmanuel Hamon, con L’utopie des images de la révolution russe ha voluto riprodurre e rivitalizzare il fervore culturale di un decennio di utopie, splendore e perfetta armonia di intelletto e forza lavoro; con un modus operandi, tuttavia, in netta antitesi con ciò che si è soliti classificare all’interno del genere suddetto. Interessante è il duplice uso, che poi diviene anche straordinariamente speculare, della componente della finzione all’interno della storia da un punto di vista formale e contenutistico; il regista risulta tanto antidogmatico quanto gli stessi protagonisti a cui consacra la sua storia, i giovani cineasti sovietici del decennio 1917-1930.
Cinema Ritrovato 2017: “Il delitto del signor Lange”
Come sostiene Jean Douchet (anche grazie all’apporto del sonoro durante i primi anni Trenta) Renoir sapeva perfettamente come scovare e gestire la drammaticità del conflitto, in tal caso sociale, circoscrivendolo all’interno di un contesto teatrale, scenograficamente e anche dal punto di vista della sceneggiatura, curata in Il delitto del signor Lange da Jacques Prévert.
Cinema Ritrovato 2017: “Bella di giorno”
Già due anni prima di Bella di giorno, nel 1965, Roman Polanski aveva evocato in Repulsion la doppia vita dell’erotismo di Carol – interpretata, non a caso, dalla stessa Deneuve – in un gioco di eco e parallelismi, dove è Buñuel a toccare le più ambigue corde del femmineo. Passando dalla sua più sublime, quasi beatifica manifestazione a quella più sordida e bassa, Bella di giorno ingabbia lo spettatore inizialmente nel piacere onirico dei protagonisti e poi nella brutalità di un eros che sconfina nel grottesco; ma ciò che rende quanto più reale e vicina l’esperienza di Severine è proprio questo: lo sradicamento delle pulsioni, il contrasto tra l’effimero e l’eterno, l’animo e la carne.
Cinema Ritrovato 2017: “Eraserhead”
Il sonno della ragione genera mostri, quei mostri dalle sagome indefinite e voci stridule che in Eraserhead – La mente che cancella acquistano una plasticità e forma sempre più rivoltanti, e altrettanto angusta diviene la capacità dello spettatore di seguire ogni accordo di tale disarmonia visiva e concettuale, ed ogni suo singolo afflato. David Lynch si innamora dell’idea per questo film nel 1971, e fino al 1977 non c’è stato altro cui pensare se non addentrarsi il più possibile in quel mondo ancora primitivo ed esservi fedele.
Cinema Ritrovato 2017: “La verità”
Dominique Marceau è giovane e bella, vive la sua vita da Rennes a Parigi disinibita e indipendente da ogni forma di convenzione e finzione borghese e Brigitte Bardot incarna perfettamente gli accordi e disaccordi di questo personaggio: lontana e “straniera” rispetto alla società contemporanea e, nello stesso tempo, animata da un forte bisogno d’amore, Dominique vedrà e proietterà tale parte mancante di sé stessa nella figura di Gilbert Tellier.
Cinema Ritrovato 2017: “Jean Douchet – L’enfant agité”
Tre giovani cinefili francesi seguono l’arte di amare di Jean Douchet, novant’anni d’irriducibile amore per il cinema e generosità verso un sapere che tuttora vibra nei cuori e nelle menti dei suoi più grandi adepti, tra Aranaud Desplechin e Xavier Beauvois e altri appassionati che non possono fare a meno di ascoltarlo.
Cinema Ritrovato 2017: “Io e Annie”
Per quell’edonista infelice che è Woody Allen perdersi nel meraviglioso mondo delle idee era quasi sempre un’occasione per estraniarsi da una realtà di per sé divisa tra “l’orribile e il miserrimo”, dove la sua perpetua ricerca di piacere non avrebbe mai trovato piena realizzazione. Nello stesso tempo è chiaro quanto il suo desiderio sia infinito e impraticabile, animato da un assiduo stato di mancanza e destinato a dissolversi nel nulla se confrontato con l’esperienza.
Biografilm 2017: “Karenina & I”
Il rischio di quando si fa teatro è quello di smarrirsi in una coscienza e un vissuto altrui, rendendo sempre più labile il confine tra realtà e finzione e dissolvendosi negli uno, nessuno e centomila sé che ci contraddistinguono. Karenina & I oscilla ma non cede alla pericolosità di questo innaturale equilibrio, raccontando il recupero del patrimonio di vestigia della Mauseth, nonché moglie del regista, attraverso le letture e riletture di Tolstoj e il significato della sua esistenza in relazio
Biografilm 2017: “La Danseuse”
Durante il vapore febbrile di quegli anni, l’essenzialità di questa danzatrice aveva (e avrà) una sua ragion d’essere per essersi divincolata, in primo luogo, dal dogmatismo e dalle convenzioni che reprimevano la danza, chiudendola in una morsa sempre più stretta e insistente. Loïe Fuller sradica il dionisiaco dalle pulsioni soffocate e combattute, e quel larghissimo e onnipresente abito bianco che nobilita i suoi movimenti ne è una chiara e lucida metafora.
Biografilm 2017: “Una mujer fantástica”
Smascherando la falsa tolleranza e il pregiudizio borghesi nei confronti di una donna che verrà poi trattata alla stregua di un oggetto, quasi carne da macello, Una mujer fantástica milita con forza sulle scie del cinema LGBT contemporaneo: il cileno Sebastián Lelio analizza il travaglio esistenziale di Marina Vidal, giovane donna transgender sconvolta dalla morte improvvisa del suo compagno di vita.
New York Stories: “Shame”
Grazie alla retrospettiva New York Stories, andiamo alla (ri)scoperta di tanti film che hanno rappresentato la città più famosa del cinema (insieme a Parigi). Oggi il percorso prosegue con Shame, di Steve McQueen, con Michael Fassbender.
Antonioni, Vanessa e Verushka
In occasione della giornata dedicata a Blow-up, dedichiamo alcune riflessioni al film, partendo da punti di osservazione laterali e imprevisti.
“La La Land” e l’infinita ombra del vero
La La Land è un film su cui torneremo a lungo, per gli entusiasmi che suscita, per gli spunti critici che stimola e, perché no, per le divisioni che talvolta insinua tra i cinefili, anche dentro la nostra redazione. Procediamo oggi con una lettura decisamente positiva del film…