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Cinema Ritrovato 2017: “Delhoreh”

Sotto la sua facciata di B movie, Delhoreh riesce anche a dare al pubblico una chiara testimonianza del processo di modernizzazione in atto nell’Iran degli anni Sessanta: le macchine sportive americane dividono le strade con i cammelli, i vecchi villaggi nel deserto vengono rimpiazzati da sfarzosi palazzi moderni per la nuova borghesia, l’aria nuova dell’Occidente cambia completamente il volto della città e con essa l’animo degli iraniani.

Cinema Ritrovato 2017: “À propos de Nice” e “L’Atalante”

La serata inaugurale dell’edizione 2017 del Cinema Ritrovato è stata costellata, in senso quasi letterale, dal potere fantasmatico della luce: ai bagliori del mare su cui si è aperta e chiusa À propos de Nice (1929), opera prima di Jean Vigo, e alle superfici riflettenti di acqua e vetro del suo capolavoro indiscusso, L’Atalante (1934), si è unito il passaggio di un fascio luminoso (o più romanticamente stella cadente) che ha incantato il pubblico di Piazza Maggiore suggellando uno dei momenti più intensi del film culto, la notte d’amore in absentia dei due sposi protagonisti del restauro più atteso del festival di quest’anno.

Cinema Ritrovato 2017: “Große Freiheit Nr. 7”

Cupo melodramma portuale acceso dal fuoco della passione amorosa in forma di triangolo, Große Freiheit Nr. 7 (1944/1945) è un’opera che parla per metafore sia della situazione della Germania nella prima metà degli anni Quaranta sia della condizione dell’uomo alle prese con l’amore e il desiderio di costruire il proprio destino.

 

Cinema Ritrovato 2017: “I forzati della gloria”

Uno dei grandi protagonisti di questa edizione del Cinema Ritrovato sarà Robert Mitchum, i cui occhi stanno su manifesti e sulle locandine in tutta la città. La sezione Two Faces of Robert Mitchum è curata da Philippe Garnier e Bernard Eisenschitz. Ad inaugurare la rassegna è I forzati della gloria, pellicola diretta da William A. Wellman datata 1945 proposta in una copia 35 mm restaurata nel 2001 da Academy Film Archive; il negativo originale è andato perduto.

Cinema Ritrovato 2017: “Io e Annie”

Per quell’edonista infelice che è Woody Allen perdersi nel meraviglioso mondo delle idee era quasi sempre un’occasione per estraniarsi da una realtà di per sé divisa tra “l’orribile e il miserrimo”, dove la sua perpetua ricerca di piacere non avrebbe mai trovato piena realizzazione. Nello stesso tempo è chiaro quanto il suo desiderio sia infinito e impraticabile, animato da un assiduo stato di mancanza e destinato a dissolversi nel nulla se confrontato con l’esperienza.

Cinema Ritrovato 2017: “Tre storie proibite”

Messo in secondo piano dal contiguo Roma ore 11, Tre storie proibite si ispira allo stesso fatto di cronaca: il crollo di una scalinata in cui circa duecento donne erano ammassate per fare un colloquio di lavoro. A differenza di De Santis, che incaricò Elio Petri di compiere un’inchiesta sulla vicenda, con l’obiettivo di partire dalle esperienze di vita delle ragazze per tracciare un ritratto sulla disperazione postbellica delle classi più umili, Augusto Genina sceglie tutt’altro approccio.

Cinema Ritrovato 2017: “Le centre Georges Pompidou” e il preludio della libera creatività

Il 31 gennaio 1977, con l’inaugurazione del Centro Georges Pompidou, viene sancita una nuova idea di esperienza museale: con un agglomerato di tubi colorati, scale mobili e tentacolari, vetrate infinite, “l’astronave” – così definita da Renzo Piano – atterrava a Parigi, liberando l’esperienza museale verso l’esplorazione di un linguaggio artistico nuovo, che, finalmente, diventa pluridisciplinare.

Cinema Ritrovato 2017: “Lo squadrone bianco”

Non c’è dubbio che Lo squadrone bianco sia un film di propaganda; ma non esclusivamente e non necessariamente. Genina viene da lontano, la sua sterminata filmografia del periodo muto testimonia la personalità eclettica ed internazionale di un regista che alloggia ormai da un bel po’ nell’affollato “albergo degli assenti” del cinema italiano.

Cinema Ritrovato 2017: “Il laureato”

Il capolavoro di Mike Nichols si è imposto come film manifesto nella storia del cinema, rappresentando un’epoca, la fine degli anni Sessanta, facendosi portavoce e precursore di quel periodo e dei suoi cambiamenti. Il laureato ha trasposto sul grande schermo i semi di quell’importante rivoluzione culturale e sociale che stava scoppiando in quegli anni e che avrebbe travolto l’America, e lo ha fatto attraverso un linguaggio cinematografico del tutto nuovo.

Cinema Ritrovato 2017: l’inizio

Si comincia. Dopo averne parlato per mesi, dopo aver osservato con atteggiamento spionistico le news sul programma che via via emergevano, dopo essersi tenuti liberi per questi nove giorni rifiutando ogni altro impegno, dopo aver maledetto alcune drammatiche sovrapposizioni orarie e aver vergato il calendario cartaceo con segni, crocette, frecce, colori… ora si fa sul serio. La XXXI edizione del Cinema Ritrovato comincia. 

Aspettando Il Cinema Ritrovato: Ken Russell e l’art déco

Donne in amore (1969) è un film di Ken Russell tratto dall’omonimo romanzo di David Herbert Lawrence e ambientato nel 1920 in un’Inghilterra in cui ancora si piangono i tanti morti del primo conflitto m0ndiale erigendo monumenti commemorativi, un periodo storico che vede per la prima volta le donne rivendicare i loro diritti e che nel nostro caso diviene teatro dell’emancipazione di due sorelle.

Aspettando Il Cinema Ritrovato: “Mildred Pierce”

In programma martedì 27 giugno nell’ambito del Festival del Cinema Ritrovato, il film Mildred Pierce di Michael Curtiz con Joan Crawford, è tratto dall’omonimo romanzo di James Mallahan Cain, noto più comunemente come James M. Cain. Autore di diversi racconti e romanzi scritti tra il 1934 e il 1975 – che per lo più affondano la narrazione in storie di avidità, ambizione, sesso e violenza – Cain è stato spesso fonte di ispirazione per il grande schermo.

Aspettando il Cinema Ritrovato 2017: la domenica di Emmer

Tra i film proposti nella sezione Una domenica a Bologna, dedicata a storie che si svolgono nel settimo giorno della settimana, Domenica d’agosto (Luciano Emmer, 1950) è forse il più conosciuto, almeno presso gli spettatori italiani: è uno dei film più importanti per riflettere su come e quanto il cinema italiano di quel periodo abbia saputo raccontare il passaggio dal dopoguerra al consumismo.