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“Michael”, il celebrativo HIStory cinematico su Jesus Jackson
Michael è un costoso Music Biopic di quasi 200 milioni di dollari, di cui si può apprezzare ben poco oltre la performance del nipote Jaafar. Una soundtrack con alcuni dei classici di Jackson ben riproposti a volumi alti e puliti, oppure alcune sequenze che ricreano meticolosamente le esibizioni di MJ o dei Jackson 5. Si potrebbe ipoteticamente considerare, poiché giunge al 1988, come un prequel (artefatto) di Moonwalker, glorificatorio Instant Movie, tra videoclip e favola moderna, atto a mostrare un artista dolce e coraggioso, impallinato dalla stampa che gli affibbia bizzarrie di ogni tipo.
“È l’ultima battuta?” – Storia di loro due… e di molti di noi
Sebbene Bradley Cooper sia soltanto alla terza opera come regista, è già possibile tracciare un fil rouge che lega questo terzetto di pellicole distinte, composto da un singing movie (A Star Is Born), un biopic (Maestro) e una comedy of remarriage (È l’ultima battuta?). In tutte c’è un tentativo di scandaglio della vita di coppia, di comprendere quell’alchimia che sorge, s’instaura e s’incrina tra un lui e una lei, divenendo appunto pivotale in questa sua ultima opera.
“La cena” per farceli conoscere
Scola ha cercato di realizzare una ricognizione analitica, con alcune ferine stilettate, della società italiana degli anni Novanta. Applicando le regole drammaturgiche aristoteliche (unità di azione, tempo e luogo), già usate in maniera molto più duttile negli altrettanto corali La terrazza, Ballando ballando (1983) e La famiglia (1987), e attraverso una cernita di tipologie di genere e ceto, il regista mette in scena dei “mostri” di fine millennio, tra mediocrità, vanità e vacuità.
“Mio fratello è un vichingo”, la catarsi fraterna del dramedy keatoniano
È un elogio alla follia o esaltazione della stravaganza umana questo Mio fratello è un vichingo. Mix di generi all’interno di un’intelaiatura di rimando fiabesco, che mescola commedia e dramma e fonde buddy movie e – in parte – road movie, senza lesinare su un lauto dosaggio di vengeance movie a coda di uno spicchio di caper movie, Mio fratello è un vichingo rimarca praticamente il tocco goliardico di Thomas Jensen che, come sceneggiatore, cominciò a farsi notare nella buffonesca e temeraria corrente cinematografica Dogma ’95.
Per un prontuario bio-cine-critico su Kleber Mendonça Filho
L’agente segreto conferma la lucidità e la peculiarità stilistica e tematica fin qui tracciata dal regista pernambucano, uno degli autori di punta della Pós-retomada brasiliana,. Uno stratificato tassello tanto cinematografico quanto storico in cui convergono vari aspetti che permeano la filmografia di Mendonça Filho e del Brasile. Memoria, personaggi resistenti, unione, trasformazioni, prevaricazioni e sempre una potente colonna sonora che accompagna ogni film. Per avere un quadro più adeguato, ecco un prontuario alfabetico.
“Kundun” in cerca dell’essenza di Martin Scorsese
In Kundun, nitida biografia in cui si riassumono i primi vent’anni di Tenzin Gyatso, Scorsese è coadiuvato dai fedeli ed eccellenti collaboratori Thelma Schoonmaker e Dante Ferretti, con l’aggiunta dell’inedito Roger Deakins. L’estroso tocco registico di Scorsese in questo caso congiunge la messinscena desunta dai canonici kolossal hollywoodiani con arditi movimenti di macchina che cambiano con le fasi dell’età del protagonista. Sinuosi e birichini quando Tenzin è un bambino, controllati e quasi geometrici con l’avanzare della saggezza.
“L’occhio che uccide” dal cinema maledetto allo slasher movie
Per molto tempo L’occhio che uccide (Peeping Tom, 1960) di Michael Powell fu considerato un film maudit, rigettato da critica e pubblico terminò nell’oblio. Un ostracismo cinematografico e moralistico simile a quanto accadde precedentemente a L’âge d’or (1930) di Luis Buñuel o a Freaks (1932) di Tod Browning. Da sempre apprezzato come regista raffinato e colto, per le pellicole co-dirette assieme al sodale Emeric Pressburger, con Peeping Tom Powell si ritrovò messo al bando, “scomunicato”.
“Arancia meccanica” versione irriverente del Candido di Voltaire
Nell’eccellente versione di Kubrick del romanzo di Burgess, Alex diviene una variante irriverente del Candido di Voltaire. Nel suo circolare percorso, Alex si confronta con un mondo popolato da personaggi che non sono tanto differenti da lui. La violenza è praticata anche dalle istituzioni (la polizia, l’ispettore giudiziario minorile Deltoid e i politici) o dagli intellettuali (sebbene la tortura sia inflitta per vendetta).
“La voce di Hind Rajab” speciale I – Come un thriller da camera
L’uso della voce di Hind Rajad diviene fondamentale perché intenso frammento veritiero della tragedia e di quanto sta accadendo ancora in Palestina. Unica opzione giusta, poiché ricreare quei frammenti di voce facendoli recitare a una bambina sarebbe stata soltanto pornografia emozionale. Questo necessario utilizzo, simile a quelle opere che integrano scene girate ex novo con found footage, potrebbe essere definito “sound footage”, ovvero in un film di finzione sono presenti fonti sonore originali.
“Suor omicidi” come apoteosi terminale del cinema bis
Un titolo accattivante, una locandina visualmente seducente e un cast di stelle – ormai cadenti – erano, di frequente, le peculiarità identificative di molti prodotti sfornati dal cinema bis italiano per allettare la curiosità dello spettatore. Suor omicidi (1979) di Giulio Berruti rientra pienamente in queste scelte di furbesco marketing cinematografaro nostrano: un titolo che abbina eros e thriller; un eterogeneo cast che accorpa attori famosi – in disuso – e un paio di giovani nomi apparsi recentemente in pellicole di successo; diverse versioni, italiane ed estere.
“Fitzcarraldo” sacro e profano
Il viaggio del battello nell’immenso e tumultuoso fiume Ucayali diviene mitico sin dal principio, anche per la bizzarra e pericolosa ciurma reclutata. Una navigazione che si tramuta finanche in un viaggio iniziatico nelle più recondite profondità della natura selvaggia, tra minacce che giungono dalle sponde del fiume e dalle rappresaglie dell’equipaggio stanco della crescente pazzia di Fitzgerald. E se Fitzcarraldo ha assoldato mercenari pronti al rischio, Herzog ha dovuto ugualmente prendere a bordo un’equipe in grado di sostenere questo “viaggio all’inferno”.
“Una scomoda circostanza” esercizio di genere e cinefilia
I brutali scontri che patisce il protagonista sono alcuni dei più vividi aspetti di Una scomoda circostanza, con il suono che amplifica calci e pugni rendendoli insostenibili al solo sguardo. Ma questo action, come accennato, è anche una pseudo-parodia. Un esercizio di genere, un ritmato “bric-à-brac” in cui sono presenti diverse scene proclivi al comico, che spezzano/spiazzano il culmine della brutalità del momento.
Marina Pleasure Serial. Chiedi chi era Marina Hedman Bellis
Marina Hedman è stata espressione esemplare della bellezza scandinava: fluenti capelli biondi, pelle lattea e fisico giunonico. Il desiderio erotico svedese rappresentato prepotentemente da Anita Ekberg nell’episodio Le tentazioni del Dottor Antonio (1963) di Federico Fellini, con la Hedman giungeva a definitivo compimento, diventando completamente pornografico. Da sempre intenzionata a diventare una star del cinema, iniziò come fotomodella e, dopo il divorzio dal marito avvenuto nel 1975, a muovere i primi passi nel cinema.
“Camminacammina” rustico kolossal sulla misteriosa figura dei Magi
Rispetto alla già scarna messinscena de Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini, Olmi con Camminacammina, rustico “kolossal” con personaggi spiccatamente caratterizzati in maniera buffa e con scenette tendenti al comico, radicalizza la rappresentazione cine-sacrale, con paesaggi e suppellettili reali e l’utilizzo di gente del popolo che parla un toscano volgare non esente da blasfemie (questo costò al film una nota di censura).
“L’angelo della vendetta” come parabola di Thana(tos)
L’allegoria mistica che permea L’angelo della vendetta non è la ricerca della redenzione, ma quella di rivalsa del genere femminile, che Thana ritiene sopraffatto dagli uomini, in tutte le sue varianti: i violentatori, il datore di lavoro, i papponi, un artista intellettuale, lo sceicco o un giovane bulletto. Per lei ogni uomo va ucciso, anche se sta soltanto baciando dolcemente la sua fidanzata oppure è un innocente astante al party finale. Una fredda assassina con un solo obiettivo, come ben indica la sua morte che avviene per mano femminile, a cui non reagisce sparando.
“Contro la legge” e il B-movie autoctono
Nei credit di Contro la legge (1950) di Flavio Calzavara Pietro Germi appare come co-autore del soggetto assieme a Giuseppe Mangione e Calogero Marrocco. E questo chiarisce alcuni spunti avvincenti, molto germiani, che si intravedono in questo poliziesco autoctono. Contro la legge è un detection movie ambientato nella città di Roma, ancora incerta – economicamente e moralmente – dopo la fine della guerra. L’anno seguente Germi realizza l’adrenalinico La città si difende, corale racconto poliziesco con una più pregnante osservazione sociologica.
“The Story of Joanna” il porno calligrafico di Gerard Damiano che mette a nudo la perversione
Tra le massime vette del “Damiano’s touch” e dell’effimera stagione aurea del porno d’autore americano, The Story of Joanna (1975) segna un ulteriore passo avanti sul piano stilistico e narrativo. Ispirandosi al romanzo Histoire d’O di Pauline Réage, il regista sviluppa ulteriormente il suo discorso sulla violenza e la devianza che possono annidarsi nel rapporto tra uomo e donna.
“L’astronave atomica del Dottor Quatermass” a cavallo tra i generi
la piccola casa di produzione Hammer decise di trasporre al cinema il fortunato serial de L’astronave atomica del Dottor Quatermass, tentando di infilarsi nel crescente e redditizio genere. Una pellicola Low Budget che seguiva la funzionale e propizia intuizione della RKO: far crescere la tensione mostrando poco, e mostrare l’orrore soltanto nel finale. E su questo escamotage ecco che il film di Val Guest procede come un thriller, in cui gli spettatori, assieme al Dr. Quatermass, cercano angosciosamente di capire la causa della morte dei due astronauti e la mutazione fisica che sta cambiando il corpo dell’unico superstite.
“Mission: Impossible – The Final Reckoning” ovvero quale era la verità del tutto
Ricorre nel film una “sibillina” allocuzione scientologista: “Tutto ha portato a questo”. Le singole missioni non erano slegate, ma appartenenti a un disegno prestabilito. Un rischioso e sofferto percorso, cominciato in Mission: Impossible (1996) con la calata – pseudo angelica – nella iperprotetta sala informatica della CIA, che ha forgiato nel corpo e nello spirito il prescelto Ethan Hunt.
“Fantozzi” speciale II – Epigono iperbolico della commedia all’italiana
L’avvio della trasposizione cinematografica del primo Fantozzi avviene nel 1974. La copia del trattamento, conservato presso la Biblioteca Luigi Chiarini (CSC), è a firma di Benvenuti e De Bernardi, consta di 84 pagine dattiloscritte e riporta come data agosto 1974. Mentre la sceneggiatura sarà poi redatta tra settembre e ottobre, con l’aggiunta in fase di scrittura di Luciano Salce e Paolo Villaggio. Il Fantozzi cinematografico è una cernita di racconti desunti dal primo e dal secondo volume, scelti tra quelli ritenuti più validi e comici.