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Cinema Ritrovato 2017: “Kyojinden”

Il dramma storico giapponese (jidaigeki) è uno dei generi più tradizionali del Sol Levante. Mansaku Itami ha sovvertito le regole del genere inserendo elementi comici e satirici nei suoi lavori. Il Cinema Ritrovato, nel 2013,  ha presentato il film muto Kokushi Muso (Eroe senza pari, 1932), “parodia garbata ma audacemente sovversiva dei codici del bushido”, in cui “Itami schernisce le convenzioni del genere (e) dissacra i tabù” come raccontano gli stessi curatori della rassegna. Quest’anno il cinema di Itami ritorna sugli schermi con il suo ultimo lavoro, Kyojinden, datato 1938, e visibile in replica domenica 2 luglio.

Cinema Ritrovato 2017: “Becoming Cary Grant”

“Because i just went gay all of a sudden!”, urla lo sventurato paleontologo interpretato da Cary Grant in Susanna di Howard Hawks quando viene trovato vestito con una vestaglia da donna dalla ricca zia di Susan. Momento decisivo del film perché rende evidente lo stravolgimento della vita, dell’autopercezione e in qualche modo dell’identità dello sventurato protagonista, travolto dalla tempesta portata da Susan. La celeberrima sequenza non poteva mancare in Becoming Cary Grant di Mark Kidel, documentario dedicato ad uno dei divi più emblematici della storia del cinema statunitense.

Cinema Ritrovato 2017: “Monterey Pop” e il rituale sinestetico

La sfavillante pellicola di Pennebaker, capostipite del rockumentary, è un esempio di cinema diretto con una freschezza quasi artigianale: libero da finalità commerciali, esprime la volontà di inglobare lo spettatore in un rituale sinestesico, e resta una testimonianza indispensabile del clima culturale della Summer of Love.

Cinema Ritrovato 2017: l’arrangiamento per “Fascino biondo”

Sebbene la protagonista indiscussa del film sia Marion Davies, che domina la scena non soltanto per la sua incontestabile bellezza, il titolo italiano Fascino biondo non rende merito né alla brillante sceneggiatura di Agnes Christine Johnstone, Barry Conners e Ralph Spence (quest’ultimo responsabile in particolare dei brillanti dialoghi e delle duecento didascalie di cui il film si avvale) né alle interpretazioni di tutti gli altri componenti del cast, specialmente della divertentissima Marie Dressler nel ruolo della madre di Pat.

Cinema Ritrovato 2017: “Along for the Ride”

Nick Ebeling ha girato un documentario ricco di materiali e interviste attraverso le quali siamo sollecitati a compiere un itinerario non convenzionale nell’abisso della personalità contorta e sovversiva di Dennis Hopper. Un artista a tutto tondo, conosciuto per caso in un autodromo quando il giovane Ebeling voleva intraprendere la carriera di attore, presto interrotta per dedicarsi al cinema sperimentale a seguito della visione di Fuga da Hollywood, pellicola sottovalutata e incompresa di Hopper, reduce dal successo di Easy Rider.

Cinema Ritrovato 2017: “Come le foglie al vento”

La sezione Alla ricerca del colore nei film: Technicolor esplora alcune opere di uno dei maggiori registi del melodramma anni’50, Douglas Sirk, al secolo Hans Detlef Sierck, tra cui Come le foglie al vento, pellicola datata 1956. Al centro della vicenda Kyle Hadley (interpretato da Robert Stack), figlio di un ricco e importante petroliere che ha Mitch (Rock Hudson) per migliore amico e fidato dipendente del padre.

Cinema Ritrovato 2017: “Giungla d’asfalto”

Il pugile mancato John Huston avrebbe sorriso dell’uno-due Wise BloodGiungla d’Asfalto passato sullo schermo del cinema Arlecchino ieri pomeriggio, con una gemma per pochissimi fortunati (modo delicato per dire “flop”) cui fa seguito un’opera di valore quasi totemico; in realtà gli inizi sono stati incerti anche per quest’ultima: durante la presentazione si è citato il famoso aneddoto secondo cui Louis B. Meyer appena la vide finita disse “non attraverserei nemmeno la strada per guardare spazzatura del genere”. Il numero relativamente esiguo di italiani in una sala grande e pienissima parla chiaro: 67 anni dopo quella sentenza si attraversa il mondo per guardare film come Giungla d’Asfalto.

Cinema Ritrovato 2017: “The Road Back”

Quello che colpisce fin da subito in The Road Back, film diretto da James Whale nel 1937, è che la fine della guerra non ha niente di liberatorio; al contrario è completamente spaesante. Non ci sono grida di giubilo, come non ci sarà nessuno a festeggiare i ragazzi che tornano dal fronte della Grande Guerra. Incompresi ed emarginati dallo stesso paese che li aveva spinti in battaglia parlando di patria e di onore, questi soldati che non riescono a tornare uomini scopriranno presto che la “via del ritorno” non è facile da percorrere.

Cinema Ritrovato 2017: “La saggezza nel sangue”

Pochi registi al mondo come John Huston sono riusciti ad attraversare quarant’anni di storia del cinema mantenendo fede alla propria poetica e adattandola alle innumerevoli forme espressive del cinema americano. La saggezza nel sangue, sceneggiato da Michael Fitzgerald a partire da un romanzo di Flannery O’Connor, è la seconda incursione del maestro, dopo il folgorante Città amara, nei territori aridi e disperati della New Hollywood che si sposano alla perfezione con l’affetto sconfinato di Huston verso i disadattati.

Cinema Ritrovato 2017: focus su Khachikian

La presenza di Khachikian, chiamato anche “Hitchcock iraniano”, e della sua perfetta conoscenza della tecnica cinematografica in un momento storico nella storia del cinema iraniano in cui mancavano persone con una certa professionalità, ha dato al cinema iraniano un nuovo stimolo grazie alla sua tecnica e all’attenzione che dava alle forme nelle sue opere.

Cinema Ritrovato 2017: Colette persona e personaggio

La XXXI edizione del Cinema Ritrovato rende omaggio alla mitica figura di Colette. Personaggio di spicco della prima metà del secolo scorso, ha scritto nella sua vita più di 30 libri, alcuni dei quali fonte di ispirazione per cineasti suoi contemporanei e amici. Questa è la prima parte di un approfondimento che proseguirà con un altro articolo. 

Cinema Ritrovato 2017: “Mildred Pierce” tra letteratura, cinema e televisione

Uno sparo, un uomo che cade a terra e una macchina che fugge nella notte. E poi il molo dove entra in scena lei, la diva: Joan Crawford. Nel suo primo piano in Il romanzo di Mildred Pierce (1945) di Michael Curtiz, uno dei tanti, traspare tutto il peso del film, il dolore e la colpa di un amore impossibile: quello di Mildred per sua figlia Veda. Tratto dal romanzo di James M. Cain, Mildred Pierce (1941), il film segnò la carriera della Crawford a cui valse il suo primo, e unico, premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

Cinema Ritrovato 2017: “Il meraviglioso paese”

È il 1959 quando Il meraviglioso paese di Robert Parrish esce sugli schermi in pellicola 35 mm. Il film, basato sul romanzo The Wonderful Country di Tom Lea, doveva avere come attore protagonista Gregory Peck ma, in seguito al suo rifiuto, il ruolo del pistolero Martin Brady fu affidato a Robert Mitchum, che in quegli anni stava vivendo il suo periodo d’oro hollywoodiano. Mitchum era considerato, nella prima parte di carriera, lontano dai tipici canoni estetici dei suoi contemporanei, ma al tempo del western di Parrish era ormai già diventato un sex symbol.

Cinema Ritrovato 2017: Augusto Genina a Berlino

Sulle tiepide, se non negative, recensioni italiane a Addio giovinezza!, cala il sipario. Il Genina regista non lavorerà più per la cinematografia italiana fino al 1936 (escludendo l’omaggio cinematografico al grande attore Amleto Novelli), pur mantenendo rapporti con la madre patria in veste di produttore con l’AIDA (Autori Direttori Italiani Associati). Si trasferisce a Berlino dove la vivacità del mercato cinematografico gli permette di realizzare e vendere i propri film. Questa è la sua storia.

Cinema Ritrovato 2017: “Ladies Must Love”

Ladies Must Love di Ewald André Dupont è una sophisticated comedy in cui lo spettatore trova molti degli elementi che si aspetta: la brillantezza dei dialoghi, l’eleganza e la raffinatezza degli ambienti fisici e sociali, le schermaglie e gli equivoci amorosi, la malizia di riferimenti e rimandi e un’atmosfera di vacuità e frivolezza continuamente però minata da dettagli che danno l’idea di una certa precarietà e il sospetto che sia più apparenza che sostanza.

Cinema Ritrovato 2017: “Potenza e gloria”

Un film fondamentale: per la prima volta, il racconto viene organizzato in flashback che non seguono l’ordine cronologico. Se si esamina anche l’argomento, ascesa e declino di un rude magnate, ecco che subito pensiamo a Quarto potere. Ma Potenza e gloria anticipa Orson Welles di almeno otto anni, e basterebbe questa intuizione per regalare a Preston Sturges, autore della sceneggiatura, un posto nella storia.

Cinema Ritrovato 2017: “I fidanzati della morte”

Curioso il destino de I fidanzati della morte: pensato per una grande distribuzione internazionale, trascurato dopo l’uscita in sala, esce da sessant’anni di oblio grazie ad un’operazione di crowdfunding che ha coinvolto ventidue paesi nel mondo. Nel corso del tempo, il mistero attorno a questo film ne ha accresciuto lo statuto mitico presso i patiti dei motori, diventando un cult soprattutto per la sua irreperibilità.

Cinema Ritrovato 2017: “Kino Kieta Okoto”

Kino Kieta Okoto di Masahiro Makino, regista estremamente prolifico, si ispira alla trama de L’uomo ombra, pellicola del 1934 di W.S. Van Dyke, a sua volta basata sull’omonimo romazo di Dashiell Hammett. Lo sguardo al cinema hollywoodiano non è una novità per i registi nipponici che da sempre si rivolgono oltreoceano per esprimere il loro desiderio di modernità e innovazione.

Cinema Ritrovato 2017: “Eraserhead”

Il sonno della ragione genera mostri, quei mostri dalle sagome indefinite e voci stridule che in Eraserhead – La mente che cancella acquistano una plasticità e forma sempre più rivoltanti, e altrettanto angusta diviene la capacità dello spettatore di seguire ogni accordo di tale disarmonia visiva e concettuale, ed ogni suo singolo afflato. David Lynch si innamora dell’idea per questo film nel 1971, e fino al 1977 non c’è stato altro cui pensare se non addentrarsi il più possibile in quel mondo ancora primitivo ed esservi fedele.

Cinema Ritrovato 2017: proiezioni del corpo femminile nel cinema delle origini

Esibizione, nascondimento: l’oscillazione fra questi due poli dà conto del modo contraddittorio in cui il corpo femminile scorre sulle pellicole dei primissimi film muti del cinema delle attrazioni che sono stati proiettati ieri sera in Piazzetta Pasolini da Nikolaus Wostry (Filmarchiv Austria) con un raro esempio di proiettore a manovella, e lo stesso vale per Die Kleine Veronika (1930), introdotto sempre dall’archivista austriaco e proiettato dalla storica lanterna a carbone di Stefano Bognar.