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In sala da alcuni giorni, il film di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi ha un compito difficile: offrire il proprio cinema osservazionale e contemplativo, fatto di momenti operosi ma lenti, capaci di scolpire il tempo, agli spettatori meno abituati a questo approccio poetico e cosmogonico. Viste le reazioni molto forti – nel bene e nel male – che le persone stanno avendo in sala, siamo andati a recuperare un po’ di reazioni critiche al film e le abbiamo brevemente antologizzate a seguire. Si apra il dibattito.  Read more →

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In occasione dell’uscita di Eight Days a Week, e approfittando della retrospettiva in corso, rileggiamo altri film del rapporto Beatles/grande schermo. Cosa unisce il gruppo dei Beatles a quello dei Gorillaz? Entrambi sono diventati una cartoon band: così, se per la prima volta nella storia del rock, le quattro rockstar più famose del mondo sono diventate i personaggi del cartone animato Yellow Submarine (George Dunning, 1968), trenta anni dopo, i musicisti di un’altra band britannica si sono trasformati nei protagonisti virtuali di un videoclip intitolato Clint Eastwood.
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WCENTER 0ESTAGLNIZ - GIAN LUIGI RONDI - uff stampa - -

Inutile negarlo. Per i cinefili Rondi è stato spesso un nemico. Considerato “il Divo” della critica istituzionale italiana, il Doge dei festival (Venezia in primis), l’uomo del David di Donatello (che fondò) e della RAI, sempre pronto a duellare contro le nuove istanze provenienti dagli ambiti più vivaci del mondo accademico militante e cinefilo, non poteva che diventare bersaglio di tanti strali. Eppure, oggi che dopo una vita molto lunga e spesa fino all’ultimo giorno al lavoro, Rondi non c’è più, noi cinefili dobbiamo chiederci se l’occasione della scomparsa non permetta una più equilibrata riflessione.

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In occasione dell’uscita di Eight Days a Week, e approfittando della retrospettiva in corso, rileggiamo altri film del rapporto Beatles/grande schermo. Del resto, a volte basta poco per fare la rivoluzione. Nel caso di Tutti per uno –A Hard Day’s Night, film di Richard Lester del 1964 che indaga la “beetlemania” in modo farsesco e surreale, ci è voluto il tempo veloce di un beat, lo “strano accordo” della chitarra di George Harrison nel brano omonimo e lo stile sperimentale del cineasta statunitense. Read more →

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Quattro anni condensati in circa 100 minuti per far rivivere a chi c’è stato e per far scoprire a chi non c’era il fenomeno senza eguali dei Fab Four, in The Beatles: Eight Days a Week. Il regista premio Oscar Ron Howard ripercorre le tappe salienti dell’ascesa degli “scarafaggi” più celebri del mondo, destinati a lasciare un segno indelebile nella cultura, nei gusti e nelle mode degli anni sessanta e, inevitabilmente, di quelli che sarebbero seguiti. L’occhio della cinepresa si apre sul Cavern Club di Liverpool nel 1962 e da lì, lungo prove in studio, tour e dietro le quinte, ci si muove vertiginosamente verso il grande concerto del Candlestick Park Stadium di San Francisco nel 1966. Dagli albori al boom, per intenderci: dal disincanto al successo planetario. Read more →

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Niente, non ci riusciamo a levare dalla testa I cancelli del cielo  e il suo gigantesco (e al tempo stesso umile, proletario) epos cinematografico. Mentre la versione restaurata continua il suo cammino nelle sale italiane, noi peschiamo dal meticoloso mini-sito del film un pezzo di antologia critica, che ci riporta due voci dissonanti – Fofi con una lettura politica e Ghezzi con una lettura cinema/ciminiana – oltre al breve, ma celeste, “ripensamento” di Assayas. A seguire… Read more →

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Cinefilia Ritrovata ha seguito Venezia Classici, sezione dedicata al grande cinema del passato all’interno della 73ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (potete leggere gli articoli precedenti qui). Giunti all’ultimo giorno di questa edizione ci troviamo in fronte a XX secolo, screwball comedy firmata Howard Hawks, maestro del cinema tutto, autore poliedrico che ha sperimentato e spaziato tra i generi: Read more →

mastroiannimarcelloEnnesimo successo della Cineteca di Bologna e dell’Immagine Ritrovata, il Leone d’Oro per il restauro di L’uomo dei cinque palloni rallegra per la visibilità che potrà recare a uno dei film più disgraziati di Marco Ferreri. Visto all’epoca solamente nella versione scorciata e inserita nel film a episodi Oggi, domani, dopodomani – come ricordato dai documenti d’archivio presenti a questo link del Fondo Calendoli -, finalmente il piccolo capolavoro del regista torna al suo progetto originario. Restaurato da Cineteca di Bologna e Museo Nazionale del Cinema di Torino, in collaborazione con Warner, con il sostegno di Sordella e Nuovo Imaie, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, L’uomo dei cinque palloni è stato analizzato da Cinefilia Ritrovata pochi giorni fa, all’interno dello speciale che abbiamo riservato a Venezia Classici. Riportiamo di seguito la recensione scritta da Gregorio Zanacchi Nuti.

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Cinefilia Ritrovata sta seguendo Venezia Classici, sezione dedicata al grande cinema del passato all’interno della 73ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (potete leggere gli articoli precedenti qui). In occasione del centenario della nascita di Luigi Comencini, la sezione ospita Tutti a casa, restauro eseguito da Filmauro in collaborazione con la Cineteca Nazionale di Roma. Read more →

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Cinefilia Ritrovata sta seguendo Venezia Classici, sezione dedicata al grande cinema del passato all’interno della 73ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (potete leggere gli articoli precedenti qui). Direttamente dal 1981 – “l’anno del lupo” per l’horror americano grazie anche a L’ululato di Joe Dante – arriva al Lido il restauro di Un lupo mannaro americano a Londra, pellicola atipica capace anche oggi di divertire ed affascinare. Read more →